Nurra, scandalo acqua: il Consorzio ne compra 31 milioni ma ne incassa 12. Piana: «Disastro gestionale»

Sassari – I conti non tornano. E a pagare sono sempre gli stessi. Il Consorzio di Bonifica della Nurra acquista ogni anno dall'Enas circa 31 milioni di metri cubi d'acqua. Di questi, però, ne incassa dagli utenti poco meno di 12 milioni.

Il calcolo è semplice e spietato: 19 milioni di metri cubi spariscono nel nulla. Si tratta di oltre il 60 per cento della risorsa idrica acquistata. L'efficienza reale della rete è inferiore al 40 per cento. A sollevare il caso è il Centro Studi Agricoli (Csa), che ha incrociato i bilanci 2024 dell'ente consortile con i dati del fornitore regionale.

Chi paga il conto L'acqua si perde, ma il costo resta. E ricade tutto sulle spalle degli agricoltori onesti. Il regolamento irriguo prevede infatti che i volumi non contabilizzati vengano ripartiti tra gli utenti che presentano regolare domanda. In pratica, chi ha il contatore in regola paga anche per i tubi che perdono o per chi l'acqua la preleva senza autorizzazione.

Le cause Il Centro Studi Agricoli pone due ipotesi. O le condotte sono un colabrodo strutturale, oppure esiste un sommerso di utenze non censite che consumano a sbafo. In entrambi i casi, il danno economico per il comparto è enorme.

La denuncia I vertici del Csa usano parole dure. «Qui non siamo di fronte a un problema climatico, ma a un disastro gestionale – dichiara Tore Piana, presidente del Centro Studi Agricoli –. Si chiede agli agricoltori di pagare anche l’acqua che non ricevono, mentre oltre il 60% dell’acqua acquistata sparisce dai conti. O si perde nelle condotte, ed è gravissimo, oppure qualcuno la utilizza senza essere censito. In entrambi i casi siamo davanti a un fallimento totale».

Gli fa eco il vicepresidente, Stefano Ruggiu: «I numeri non sono opinioni. I bilanci parlano chiaro e raccontano una storia inquietante: milioni di litri d’acqua pubblica che non tornano nei conti ma vengono comunque scaricati sugli agricoltori. Serve subito un audit indipendente sulle reti, sulle utenze e sulla contabilità. Continuare così significa condannare l’agricoltura della Nurra».

Le richieste L'associazione chiede un incontro pubblico urgente con la dirigenza del Consorzio. Sul tavolo tre richieste precise: un censimento aggiornato di tutte le utenze, una verifica tecnica delle perdite di rete e lo stop immediato al ribaltamento dei costi dell'acqua persa sulle fatture degli agricoltori.

Cronaca