"Harry" flagella l'Isola, l'allerta resta rossa. A Capoterra e Sinnai scatta la fuga dalle case

Il ciclone non dà tregua: venti oltre i 100 km/h e fiumi in piena. Prorogata la chiusura delle scuole per mercoledì. Oltre cento sfollati nel litorale cagliaritano, paura per la diga di Poggio dei Pini.

CAGLIARI – Il nome suona quasi innocuo, da principe inglese, ma i modi sono quelli del guastatore. Il ciclone Harry continua a martellare la Sardegna con una violenza che, stando ai bollettini, sta andando «contro ogni previsione metereologica». Non c'è tregua tra il cielo e la terra: venti che superano i 100 chilometri orari e una pioggia battente che ha costretto la Protezione Civile a una decisione inevitabile: l'allerta rossa è stata prorogata anche per l'intera giornata di mercoledì.

L'esodo forzato. La cronaca si sposta dai pluviometri alle case. La situazione più critica si registra a Capoterra, terra già ferita in passato dalle alluvioni. Qui è in corso l'evacuazione di oltre 100 persone lungo il litorale. Il sindaco Beniamino Garau, preso atto dell'ulteriore peggioramento, ha attivato le strutture di supporto e accoglienza per chi si è trovato nella condizione di dover «abbandonare il proprio tetto». Non va meglio nell'entroterra. A Sinnai, le sirene dei soccorsi hanno rotto il silenzio della frazione rurale di Tasonis, dove Protezione Civile e Forze dell'Ordine sono al lavoro per mettere in salvo diverse famiglie rimaste isolate o a rischio.

La furia dei fiumi. Se le coste vengono definite «letteralmente devastate» dal ciclone, l'interno guarda con terrore ai corsi d'acqua, monitorati 24 ore su 24. L'occhio dei tecnici è fisso sulla diga di Poggio dei Pini, sul rio San Girolamo, che ha raggiunto il livello di guardia. I numeri della piena sono impressionanti: in Ogliastra, tra i comuni di Seui e Ulassai, il Flumineddu registra una portata di scarico di oltre 300 metri cubi d'acqua al secondo. Una massa d'urto capace di spazzare via ogni cosa.

Città blindate. La conseguenza logica di questo assedio meteorologico è la paralisi della vita civile. La proroga dell'allerta rossa significa serrande abbassate: scuole, uffici e parchi pubblici resteranno chiusi anche mercoledì. La Sardegna, specialmente nel suo versante centro-meridionale, resta dunque "rossa" sulle mappe del rischio, condividendo questa sorte bagnata con la Sicilia e la Calabria. Harry non ha ancora finito il suo giro, e l'Isola trattiene il fiato.

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