Il locale era diventato un porto di mare per tossicodipendenti che entravano e uscivano senza consumare. La Squadra Mobile trova la marijuana dietro il bancone e la cocaina nascosta nel forno.
SASSARI – A Sassari c'era un circolo dove si consumava molto, ma non al banco bar. Gli affari andavano a gonfie vele, ma non grazie a caffè e amari. La Polizia di Stato ha chiuso il cerchio attorno a un gestore che aveva trasformato il suo locale in un market dello stupefacente, arrestandolo per detenzione ai fini di spaccio.
Clienti "a bocca asciutta".
A tradire l'uomo non una soffiata, ma l'evidenza dei fatti. Gli investigatori della Squadra Mobile avevano notato un'anomalia nel flusso della clientela: un via vai continuo di soggetti noti come assuntori di sostanze stupefacenti. La stranezza era nel loro comportamento: entravano, restavano pochi istanti e uscivano senza aver consumato né alimenti né bevande. Un "aperitivo" troppo veloce per essere lecito.
La cassa parallela e il banco.
Quando gli agenti sono entrati per la perquisizione, il nervosismo del gestore ha confermato i sospetti. Addosso gli è stato trovato denaro contante, custodito ben separato dall'incasso ufficiale del locale. Alla richiesta di spiegarne la provenienza, l'uomo ha taciuto.
Il resto è saltato fuori poco dopo. Dietro il bancone, a portata di mano, c'era una busta con oltre 82 grammi di marijuana, già suddivisa in infiorescenze pronte per la vendita.
La "cottura" nel forno.
Ma il vero laboratorio era nel retrobottega. In un vano adibito a dispensa, gli agenti hanno aperto il forno di una cucina a gas. Dentro il kit del perfetto spacciatore: un bilancino di precisione sporco di polvere bianca, buste di cellophane tagliate per il confezionamento e un altro involucro con 4 grammi di cocaina.
Per l'uomo, che aveva già alle spalle numerosi precedenti specifici e una recente condanna per fatti analoghi, sono scattate le manette. Il circolo, per ora, ha finito le scorte.