Superbonus, la grande trappola: prima la carota, ora il bastone. Confedercontribuenti: "Il Fisco spara nel mucchio e uccide gli onesti"

Chiusa la stagione degli incentivi, parte la caccia alle streghe. L'Agenzia delle Entrate contesta le aziende basandosi su circolari e non su leggi. Finocchiaro attacca il Governo: "Promettevano libertà, aumentano i pignoramenti".

ROMA – È finita la festa, ed è arrivato il momento di pagare il conto. O meglio, è arrivato lo sceriffo. Archiviata la sbornia del Superbonus, quella stagione in cui sembrava che ristrutturare casa fosse gratis per tutti, si è aperta la fase due: quella dei controlli. Sacrosanti, si direbbe, se andassero a colpire i furbetti che hanno costruito castelli di carta. Il problema, denuncia Confedercontribuenti, è che l’Agenzia delle Entrate sembra aver deciso di usare la pesca a strascico, tirando su indistintamente pescecani e pesci piccoli, truffatori e imprenditori onesti.

Il nodo gordiano è tutto giuridico, ma le conseguenze sono maledettamente pratiche. L’accusa lanciata dall’associazione è precisa: il Fisco sta sanzionando le aziende non in base alla legge scritta dal Parlamento, ma in base alle "circolari" e alle "prassi amministrative". In pratica, le regole del gioco vengono interpretate dall'arbitro mentre la partita è già finita.

La denuncia: la burocrazia batte la legge A spiegare il meccanismo perverso è Raffaela Zanellato, Vice Presidente nazionale dell’associazione. «Tali controlli, assolutamente legittimi, stanno portando alla luce delle incongruenze interpretative della legge. O meglio, controlli e avvisi di accertamento fondati su circolari e prassi amministrative e non su norme espressamente previste dal legislatore». Il rischio è quello di un’ecatombe indiscriminata. Secondo la Zanellato, questo modo di procedere «mette in evidenza la pericolosità della questione, perché andrebbe a colpire indistintamente tutti i soggetti coinvolti nell’agevolazione (imprese, tecnici ma anche condomini) senza distinguere chiaramente chi ha operato con onestà e trasparenza, da chi invece ha approfittato di un bonus, creando profitti costruendo scatole vuote in nome del dio denaro». Il paradosso è servito: «Molte imprese che si sono comportate correttamente, rispettando la legge, rischiano di avere grossi problemi per l’applicazione di mere circolari anziché gli articoli di legge». E a ruota, il disastro si abbatterà sui condomini e sulle famiglie che avevano firmato contratti validi. L’appello al Fisco è semplice: «Non generalizzare le accuse ma contestualizzare ogni caso specifico», altrimenti si metteranno in ginocchio cittadini onesti.

L'attacco politico: dov'è finito il Governo amico delle imprese? Ma se la questione tecnica è grave, quella politica è rovente. Carmelo Finocchiaro, Presidente nazionale di Confedercontribuenti, toglie il velo dell'ipocrisia e punta il dito direttamente contro Palazzo Chigi. Ricorda come l'attuale maggioranza, quando era all'opposizione, gridasse allo scandalo per la persecuzione fiscale. Oggi, sostiene Finocchiaro, la musica è cambiata, ma in peggio.

«Questo Governo era quello che prima criticava quello precedente e quelli precedenti ritenendoli vessatori, accusandoli sostanzialmente di perseguitare le imprese», tuona Finocchiaro. «Adesso però va detto che il vero soggetto che perseguita le imprese è il Governo Meloni e il ministro delle Finanze. Lo si evince dal fatto che materialmente sono aumentati i pignoramenti, riaumentate le ipoteche e le mille vessazioni fiscali, come accade nei confronti di quelle aziende che hanno lavorato con il superbonus 110; e ciò è da ritenersi una vergogna non più sostenibile». La conclusione è amara, rivolta a una classe dirigente che sembra aver perso la voce: «Sono scomparsi tutti quelli che, quando c’erano governi di altro colore, non facevano altro che criticare, oggi sembrano che siano tutti con la museruola, ammutoliti, a fare i servizi sciocchi del potere».

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