Una settimana di duro attacco alla droga e a chi punta il dito sui nostri giovani quella che ha visto i volontari di Fondazione per un Mondo Libero dalla Droga determinati a far conoscere ciò che realmente avviene a chi consuma droga. Ben 7 conferenze, centinaia di ragazzi coinvolti ma nessuna paternale. Piuttosto un chiarimento di cosa siano droga, dipendenza e astinenza, arricchite da storie vere, raccontate da chi le ha vissute e oggi fa conoscere ai giovani come sia il mondo della droga vissuto dall’interno. Da un lato ciò che potrebbero sentire da quei venditori di morte che sono gli spacciatori, dall’altra la verità sulla droga e il suo mondo: uno schema studiato affinché siano i ragazzi stessi a comprendere ciò a cui si troveranno di fronte e possano prendere le dovute decisioni per il proprio futuro.
I giovani coinvolti, circa 250 tra la scuola media di Villaspeciosa, quella di Decimoputzu e i giovani calciatori del CUS Cagliari, non hanno solamente mostrato interesse, si sono mostrati maturi nel voler conoscere l’argomento ed hanno approfittato dell’occasione per avere risposte a domande sulla droga che certamente non avranno da chi potrebbe proporgli uno spinello da qui a breve. Alla faccia di chi addita i nostri giovani come estraniati dalla quotidianità, questi ragazzi hanno mostrato di voler veramente comprendere il pericolo rappresentato dagli stupefacenti! Sebbene possa sembrare un’età troppo tenera la fascia tra gli 11 e i 14 anni, è proprio l’età in cui molti consumatori, diventati poi tossicodipendenti, hanno avuto il battesimo col primo spinello. Importante anche sottolineare il ruolo dell’amministrazione comunale di Decimoputzu, in particolar modo dell’assessora Monica Basciu, che ha fatto da collegamento tra la Fondazione e le scuole coinvolte, così come il dirigente del CUS Cagliari Andrea Vargiu per quanto riguarda i ragazzi della sua società: entrambi sono testimonianza di quanto affetto ci sia nei confronti dei ragazzi e quanto ci sia voglia di vederli crescere felici e lontani dalla strada buia e cieca della droga.
I volontari della Fondazione, consapevoli che, come disse il filosofo e umanitario L. Ron Hubbard, “l’arma più efficace contro la droga è l’istruzione”, non possono che dirsi soddisfatti in considerazione del fatto che il 100% dei ragazzi ha firmato la promessa di tenersi lontano dalla droga. Certo, questo non rappresenta una certezza assoluta che davvero non lo faranno dato che la vita può essere talvolta imprevedibile; tuttavia rappresenta un primo importante passo verso la maturità, la consapevolezza di dover stare lontano da queste sostanze e la volontà di vivere liberi dalla droga.