Duecentodue chilometri da Cassano d'Adda ad Andalo, tre GPM di
terza categoria fra Lombardia e Trentino, il temporale che attraversa
la valle del Chiese, lo strappo conclusivo sulla Paganella che
ridisegna le posizioni di una giornata lasciata ai cacciatori di tappa.
Si rientra in Italia dopo la parentesi ticinese e il Giro punta verso le
Dolomiti. Il libro tappa segna duecentodue chilometri,
tremilaseicentosettanta metri di dislivello, tre GPM di terza
categoria che non spaventano i big ma offrono il trampolino agli
attaccanti. Sopra la pianura padana incombe l'anticiclone nord-
africano, con punte vicine ai trenta gradi a Cassano d'Adda, mentre
più avanti i bollettini segnalano temporali in arrivo sulle Alpi nel
pomeriggio.
La nervosità della ripartenza si misura già nei cinque chilometri di
trasferimento, dove sette uomini chiedono l'ammiraglia: Hindley,
Aleotti, Bais, Stannard, López, de Vries e Kielich. Al via ufficiale
delle 12:29 sono in centocinquantasette. Si parte forte: Mullen
scatta a –199, Bardiani CSF 7 Saber e NSN Cycling Team
rispondono colpo su colpo, Groenewegen, Vlasov e Arrieta forano e
rientrano. La media della prima ora è cinquantatré chilometri e tre.
A –168,9 si compone finalmente un primo gruppo accettabile:
Mihkels, Cavagna, Christen, Leknessund, Tarozzi, Valgren e Tonelli
prendono qualche secondo.
Ai loro inseguitori si aggrega Milesi, poi
un drappello partito alle spalle di Bayer rincorre e ricuce: Milesi, van
Dijke, Flynn, van den Broek, Bais, Kopecký. Il gruppo concede
progressivamente terreno e all'ingresso del Passo dei Tre Termini,
prima ascesa di giornata, gli undici di testa scollinano con
quarantasette secondi sugli inseguitori e un minuto e quaranta sul
plotone. Tonelli passa primo al GPM, Tarozzi secondo, Cavagna
terzo, Valgren quarto. Ai piedi della salita Pellizzari, già pagante a
Carì, perde subito contatto: la sua corsa è ormai un'altra storia.
Sulla discesa il quadro si modifica ancora. Caruso, van der Lee,
Gualdi, Mas, López, Rubio, De La Cruz, Donovan, Garofoli, Stork e
Narváez si mettono in moto dal gruppo. A loro si accodano
Ciccone, Hirt, Vlasov e poi Van den Bossche, Arrieta, Bayer. La
controfuga conta diciotto unità, gli undici davanti restano avanti ma
il loro vantaggio si riduce a un minuto e poco più. La Visma Lease a
Bike pilota il plotone con la sapienza dei giorni buoni: lascia
respirare, controlla, non concede ulteriori spazi.
Sulla Cocca di Lodrino, secondo GPM, Cavagna sceglie il colpo del
campione esperto e parte da solo.
Il francese scollina davanti a
Ciccone, sfrutta la discesa per dilatare il rosario di secondi e poi
entra in un acquazzone che si abbatte sopra la valle del Chiese. La
pioggia complica tutto, il vantaggio del solitario tocca i due minuti e
dieci a –87, gli inseguitori si compattano a ventotto, il plotone
scivola a quasi sei minuti. Un'azione lunga e solitaria di quelle che
fanno arrabbiare i compagni e divertire il pubblico.
A Roncone, traguardo volante a –58, Cavagna ha già perso
contatto. Lo riprende De La Cruz, poi gli inseguitori guidati da
Christen rinvengono e si compattano. Narváez prende lo sprint
davanti a Ciccone e Van den Bossche: tre punti che, nelle
proiezioni, lo riportano virtualmente in ciclamino.
Comincia ora una guerra di posizione su cinquanta chilometri di
falsopiani trentini. La Movistar mette davanti Milesi e López,
Caruso, Valgren e Garofoli si accodano. Si sgancia un primo
quartetto, poi un secondo gruppetto che lo raggiunge, Leknessund
rientra, Rubio insiste e fa danni dalle retrovie, Vlasov e Arrieta
provano a chiudere. Il conto è vorticoso ma alla fine, a –29, sono
dieci al comando con trenta secondi su otto inseguitori, fra i quali
compare Ciccone, che marcato sembra incapace di reagire come
vorrebbe.
L'ascesa di Andalo-Lever si presenta nei suoi otto chilometri e tre di
carattere strano, divisi in tre tronconi separati da contropendenze e
falsipiani. Caruso apre le danze sull'iniziale al cinque e nove, Rubio
rilancia, Valgren prende la sua ruota. Una sequenza di
accelerazioni rompe il gruppetto: van Dijke e Garofoli scivolano
indietro, De La Cruz prova a resistere ma cede. Allo scollinamento
del Red Bull KM passa Rubio davanti a Valgren, dieci secondi più
tardi un drappello di cinque, Caruso, Garofoli, Vlasov, De La Cruz e
Leknessund. La differenza è poca cosa, gli ultimi dieci chilometri
rilanciano l'incertezza.
Discesa breve fino a Cavedago, poi lo strappo conclusivo. Rubio e
Valgren guadagnano ventuno secondi, ma a –3 Arrieta esce in
solitaria e in poco più di un chilometro riannoda la coppia di testa.
Rubio prova a rilanciare, Valgren non si stacca. Caruso scatta da
dietro ad un chilometro e sette, Leknessund lo segue, Vlasov si
trascina con fatica. A novecento metri sei uomini in testa, tutti in
linea, tutti che si guardano.
E allora attacca Valgren. Il danese, stella singola del borsino della
vigilia, sceglie il momento in cui nessuno guarda, sceglie il piede
giusto, lo strappo che paga. Leknessund prova a saltare e
raggiungerlo, ma il margine si dilata in poche pedalate. Valgren
arriva solo al traguardo di Andalo, alza un braccio verso la folla,
palmo aperto, gesto sobrio di chi sa di aver vinto la giornata della
carriera. Leknessund chiude secondo a tre secondi, il quarto in
carriera al Giro. Terzo, in volata a sei, è Damiano Caruso, capitano
di trentotto primavere della Bahrain Victorious.
Vlasov e Rubio gli
stanno alle calcagna, Arrieta a quattordici, Garofoli, De La Cruz,
Narváez (nono davanti a Ciccone) e Donovan chiudono la top ten.
Il gruppo dei migliori taglia il traguardo cinque minuti e quindici
dopo. Vingegaard ha lasciato fare, perché poteva. Le gerarchie
restano scolpite: la Maglia Rosa, il distacco di Gall a quattro e tre,
Arensman a quattro e ventisette, Hindley a cinque netti, Eulálio in
maglia bianca a cinque e quaranta. Una sola novità entra nei piani
alti della classifica generale, ed è quella che restituisce all'Italia un
nome che la coppa dei suoi capitani aveva quasi dimenticato.
Classifica generale dopo la 17ª tappa
Pos. Corridore Squadra Distacco
1 Jonas Vingegaard Visma Lease a Bike 66h57'14"
2 Felix Gall Decathlon CMA CGM +4'03"
3 Thymen Arensman Netcompany Ineos +4'27"
4 Jai Hindley Red Bull BORA hansgrohe +5'00"
5 Afonso Eulálio Bahrain Victorious +5'40"
6 Derek Gee West Lidl Trek +7'09"
7 Michael Storer Tudor Pro Cycling Team +7'14"
8 Davide Piganzoli Visma Lease a Bike +7'57"
9 Damiano Caruso Bahrain Victorious +8'34"
10 Ben O'Connor Team Jayco AlUla +9'20"