17ª Tappa Giro 2026 - Lampo di Valgren ad Andalo, Caruso torna fra i grandi

  Duecentodue chilometri da Cassano d'Adda ad Andalo, tre GPM di terza categoria fra Lombardia e Trentino, il temporale che attraversa la valle del Chiese, lo strappo conclusivo sulla Paganella che ridisegna le posizioni di una giornata lasciata ai cacciatori di tappa. Si rientra in Italia dopo la parentesi ticinese e il Giro punta verso le Dolomiti. Il libro tappa segna duecentodue chilometri, tremilaseicentosettanta metri di dislivello, tre GPM di terza categoria che non spaventano i big ma offrono il trampolino agli attaccanti. Sopra la pianura padana incombe l'anticiclone nord- africano, con punte vicine ai trenta gradi a Cassano d'Adda, mentre più avanti i bollettini segnalano temporali in arrivo sulle Alpi nel pomeriggio. La nervosità della ripartenza si misura già nei cinque chilometri di trasferimento, dove sette uomini chiedono l'ammiraglia: Hindley, Aleotti, Bais, Stannard, López, de Vries e Kielich. Al via ufficiale delle 12:29 sono in centocinquantasette. Si parte forte: Mullen scatta a –199, Bardiani CSF 7 Saber e NSN Cycling Team rispondono colpo su colpo, Groenewegen, Vlasov e Arrieta forano e rientrano. La media della prima ora è cinquantatré chilometri e tre. A –168,9 si compone finalmente un primo gruppo accettabile: Mihkels, Cavagna, Christen, Leknessund, Tarozzi, Valgren e Tonelli prendono qualche secondo.

  Ai loro inseguitori si aggrega Milesi, poi un drappello partito alle spalle di Bayer rincorre e ricuce: Milesi, van Dijke, Flynn, van den Broek, Bais, Kopecký. Il gruppo concede progressivamente terreno e all'ingresso del Passo dei Tre Termini, prima ascesa di giornata, gli undici di testa scollinano con quarantasette secondi sugli inseguitori e un minuto e quaranta sul plotone. Tonelli passa primo al GPM, Tarozzi secondo, Cavagna terzo, Valgren quarto. Ai piedi della salita Pellizzari, già pagante a Carì, perde subito contatto: la sua corsa è ormai un'altra storia. Sulla discesa il quadro si modifica ancora. Caruso, van der Lee, Gualdi, Mas, López, Rubio, De La Cruz, Donovan, Garofoli, Stork e Narváez si mettono in moto dal gruppo. A loro si accodano Ciccone, Hirt, Vlasov e poi Van den Bossche, Arrieta, Bayer. La controfuga conta diciotto unità, gli undici davanti restano avanti ma il loro vantaggio si riduce a un minuto e poco più. La Visma Lease a Bike pilota il plotone con la sapienza dei giorni buoni: lascia respirare, controlla, non concede ulteriori spazi. Sulla Cocca di Lodrino, secondo GPM, Cavagna sceglie il colpo del campione esperto e parte da solo.

  Il francese scollina davanti a Ciccone, sfrutta la discesa per dilatare il rosario di secondi e poi entra in un acquazzone che si abbatte sopra la valle del Chiese. La pioggia complica tutto, il vantaggio del solitario tocca i due minuti e dieci a –87, gli inseguitori si compattano a ventotto, il plotone scivola a quasi sei minuti. Un'azione lunga e solitaria di quelle che fanno arrabbiare i compagni e divertire il pubblico. A Roncone, traguardo volante a –58, Cavagna ha già perso contatto. Lo riprende De La Cruz, poi gli inseguitori guidati da Christen rinvengono e si compattano. Narváez prende lo sprint davanti a Ciccone e Van den Bossche: tre punti che, nelle proiezioni, lo riportano virtualmente in ciclamino. Comincia ora una guerra di posizione su cinquanta chilometri di falsopiani trentini. La Movistar mette davanti Milesi e López, Caruso, Valgren e Garofoli si accodano. Si sgancia un primo quartetto, poi un secondo gruppetto che lo raggiunge, Leknessund rientra, Rubio insiste e fa danni dalle retrovie, Vlasov e Arrieta provano a chiudere. Il conto è vorticoso ma alla fine, a –29, sono dieci al comando con trenta secondi su otto inseguitori, fra i quali compare Ciccone, che marcato sembra incapace di reagire come vorrebbe. L'ascesa di Andalo-Lever si presenta nei suoi otto chilometri e tre di carattere strano, divisi in tre tronconi separati da contropendenze e falsipiani. Caruso apre le danze sull'iniziale al cinque e nove, Rubio rilancia, Valgren prende la sua ruota. Una sequenza di accelerazioni rompe il gruppetto: van Dijke e Garofoli scivolano indietro, De La Cruz prova a resistere ma cede. Allo scollinamento del Red Bull KM passa Rubio davanti a Valgren, dieci secondi più tardi un drappello di cinque, Caruso, Garofoli, Vlasov, De La Cruz e Leknessund. La differenza è poca cosa, gli ultimi dieci chilometri rilanciano l'incertezza. Discesa breve fino a Cavedago, poi lo strappo conclusivo. Rubio e Valgren guadagnano ventuno secondi, ma a –3 Arrieta esce in solitaria e in poco più di un chilometro riannoda la coppia di testa. Rubio prova a rilanciare, Valgren non si stacca. Caruso scatta da dietro ad un chilometro e sette, Leknessund lo segue, Vlasov si trascina con fatica. A novecento metri sei uomini in testa, tutti in linea, tutti che si guardano. E allora attacca Valgren. Il danese, stella singola del borsino della vigilia, sceglie il momento in cui nessuno guarda, sceglie il piede giusto, lo strappo che paga. Leknessund prova a saltare e raggiungerlo, ma il margine si dilata in poche pedalate. Valgren arriva solo al traguardo di Andalo, alza un braccio verso la folla, palmo aperto, gesto sobrio di chi sa di aver vinto la giornata della carriera. Leknessund chiude secondo a tre secondi, il quarto in carriera al Giro. Terzo, in volata a sei, è Damiano Caruso, capitano di trentotto primavere della Bahrain Victorious.

  Vlasov e Rubio gli stanno alle calcagna, Arrieta a quattordici, Garofoli, De La Cruz, Narváez (nono davanti a Ciccone) e Donovan chiudono la top ten. Il gruppo dei migliori taglia il traguardo cinque minuti e quindici dopo. Vingegaard ha lasciato fare, perché poteva. Le gerarchie restano scolpite: la Maglia Rosa, il distacco di Gall a quattro e tre, Arensman a quattro e ventisette, Hindley a cinque netti, Eulálio in maglia bianca a cinque e quaranta. Una sola novità entra nei piani alti della classifica generale, ed è quella che restituisce all'Italia un nome che la coppa dei suoi capitani aveva quasi dimenticato. Classifica generale dopo la 17ª tappa Pos. Corridore Squadra Distacco 1 Jonas Vingegaard Visma Lease a Bike 66h57'14" 2 Felix Gall Decathlon CMA CGM +4'03" 3 Thymen Arensman Netcompany Ineos +4'27" 4 Jai Hindley Red Bull BORA hansgrohe +5'00" 5 Afonso Eulálio Bahrain Victorious +5'40" 6 Derek Gee West Lidl Trek +7'09" 7 Michael Storer Tudor Pro Cycling Team +7'14" 8 Davide Piganzoli Visma Lease a Bike +7'57" 9 Damiano Caruso Bahrain Victorious +8'34" 10 Ben O'Connor Team Jayco AlUla +9'20"

Sport

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