Il seme al buio e il legno che suona: a Segariu la Pasqua dei bambini riscopre le radici

Laboratori creativi in biblioteca per imparare a costruire "Su Nenniri" e "Sas Matracas". Il sindaco Fenu: "Il gioco per trasmettere le antiche tradizioni".

di Pasqualino Trubia

Immagina il profumo del grano appena germogliato e il suono secco del legno che rompe il silenzio della Settimana Santa. A Segariu, la memoria non si studia sui libri polverosi, ma si costruisce con le mani sporche di terra e la curiosità di chi ha una vita intera davanti. Dal 30 marzo, il paese apre le porte a una Pasqua che fa leva sulle emozioni più autentiche e sul calore della comunità, trasformando i riti secolari in un grande laboratorio creativo per i più piccoli.

Il mistero del seme Il primo appuntamento è fissato per il 30 marzo nella Biblioteca Comunale. Qui, le bambine e i bambini ascolteranno fiabe a tema e impareranno a preparare i vasetti tradizionali, unendo il gioco alla scoperta. Che cos'è esattamente "Su Nenniri"? È uno dei simboli più poetici della nostra Pasqua. Si tratta di chicchi di grano, orzo o lenticchie fatti germogliare completamente al buio. Senza la luce del sole, la pianta non produce clorofilla e cresce di un colore giallo pallido. Tradizionalmente seminato circa quaranta giorni prima della festa, viene portato in chiesa per adornare la cappella dell'Ultima Cena. Rappresenta la vita che vince la morte, il passaggio dal buio del sepolcro alla rinascita luminosa della primavera.

La voce del legno Il primo aprile la scena si sposta sulle percussioni. La giornata sarà dedicata alla costruzione de "Sas Matracas", coinvolgendo al mattino gli alunni di tutte le scuole (dall'infanzia alle superiori) e in serata gli adulti, che si ritroveranno al Centro di Aggregazione Sociale per chiudere il cerchio tra le generazioni. Quando le campane si zittiscono in segno di lutto per la morte di Cristo (dal Giovedì al Sabato Santo), il silenzio dei paesi sardi viene rotto da "Sas Matracas". Sono antichi strumenti a percussione indiretta: una tavola di legno (spesso pioppo o faggio) armata di perni o maniglie metalliche. Ruotandole, il metallo batte sul legno producendo un frastuono ritmico e penetrante. Un suono che, nella devozione popolare, simboleggia il fragore della terra che trema nel momento in cui Gesù spira sulla croce.

La strategia della memoria Il sindaco di Segariu, Andrea Fenu, ha inquadrato l'iniziativa spiegando la necessità di passare il testimone per tempo: «Unire la spiegazione di questa antica tradizione sarda al gioco diventa così un modo naturale per trasmetterla ai bambini, affinché possano custodirla e rinnovarla nel tempo».

Un metodo che, partendo dai banchi di scuola, punta a risvegliare il senso di appartenenza di tutto il circondario: «La loro costruzione – ha aggiunto il primo cittadino riferendosi agli strumenti di legno – diventa un momento di partecipazione collettiva, capace di coinvolgere l’intera comunità e attrarre anche le persone, i curiosi, dei paesi vicini».

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