Un secolo Rossoblu e oltre: La saga del Cagliari tra sogni e battaglie

  La saga del Cagliari, un secolo di calcio e passioni, inizia in una giornata di primavera del 1920. Gaetano Fichera, chirurgo di professione e visionario di passione, dà vita al Cagliari Football Club, un embrione di sogno in una piazza d'armi dove già nel 1902 si era respirato il calcio con una sfida tra studenti locali e marinai genovesi. La prima vera battaglia del neonato club si svolge allo 'stallaggio Meloni', dove i cagliaritani, con cuore e grinta, sconfiggono la Torres. Nel 1926, i colori rossoblù avvolgono il petto dei giocatori, una dichiarazione d'amore e di battaglia per l'isola. Con l'arrivo del tecnico ungherese Robert Winkler, che sapeva destreggiarsi sia tra i pali che nel cuore del campo, la squadra inizia la sua scalata. 

  Il 1931 segna l'accesso alla Serie B, ma è solo l'inizio di un'avventura epica. La stagione 1964/65 vede il Cagliari calcare per la prima volta i campi della Serie A, chiudendo sesta con un bottino di 34 punti. Sotto la guida di Manlio Scopigno, il presidente Enrico Rocca danza sul filo del rasoio finanziario, rischiando di perdere Luigi Riva, ma l'amore dei tifosi salva il destino della squadra che si trasforma in S.P.A. 

  Il 1969/70 è l'anno del miracolo: Scopigno e i suoi gladiatori, con il rombo di tuono Gigi Riva, conquistano lo storico scudetto, una cavalcata che inizia dalla sesta giornata e non si ferma più. In Europa, tuttavia, la fortuna gira le spalle ai rossoblù, eliminati nella Coppa dei Campioni dai tedeschi orientali del Carl Zeiss Jena. Gli anni seguenti sono un altalenarsi di fortune e sfortune, culminando nella retrocessione del 1975/76. La risalita avviene nel 1979, segnando un quadriennio di dignità calcistica con calciatori del calibro di Virdis, Piras e Selvaggi. L'era di Massimo Cellino inizia nel 1992/93, portando il Cagliari alle soglie dell'Europa, con una semifinale di Coppa UEFA persa contro l'Inter. Quegli anni sono ricordi vividi nella mia memoria: lo stadio Sant'Elia che esplode di gioia, le notti europee sotto le stelle, una squadra che incanta e un'intera città che sogna. 

  Oggi, il Cagliari, sempre nella massima serie, combatte insieme ai tifosi come dodicesimo uomo in campo, inseguendo una nuova salvezza e un altro campionato all'insegna della dignità e dell'orgoglio. Oltre un secolo di ricordi, di emozioni, di battaglie e di sogni: questa è la storia del Cagliari Football Club, un racconto che continua a scriversi ogni domenica, su ogni prato verde d'Italia.

Sport

Il Cagliari ufficializza l'arrivo dell'ex dirigente di Empoli e Sampdoria, Pietro Accardi. Ha firmato un contratto fino al 2029. Sostituisce Guido Angelozzi.
  Il Cagliari Calcio volta pagina e affida le chiavi del proprio futuro a uno dei dirigenti più stimati e dinamici del panorama calcistico italiano. Con una nota ufficiale apparsa sul proprio sito web, il club del presidente Tommaso Giulini ha annunciato la nomina di Pietro Accardi come nuovo Direttore Sportivo della prima squadra. Il dirigent...

La nazionale maggiore dell’Italia supera anche la Grecia dopo che in settimana aveva vinto in Lussemburgo. Per Silvio Baldini due vittorie prima di tornare nell’Under 21.
Si chiude nel migliore dei modi e con indicazioni estremamente confortanti per il futuro del calcio italiano, la brevissima parentesi di Silvio Baldini alla guida della Nazionale maggiore. Chiamato d'urgenza sulla panchina degli Azzurri in qualità di Commissario Tecnico ad interim dopo le improvvise e burrascose dimissioni di Gennaro Gattuso, il te...

L’architetto del rettangolo verde: Guido Angelozzi e il ruolo del direttore sportivo.
  Nel calcio dei riflettori, dei contratti milionari e delle coreografie dei tifosi, esiste una figura che si muove nell’ombra, ma dalle cui intuizioni dipendono i destini di un club. È il Direttore Sportivo. Se l'allenatore è il regista sul campo e il presidente è il produttore esecutivo, il DS è l'architetto della scenografia: colui che unis...

7ª Tappa Giro Women 2026 - Colpaccio di Gery a Salice Terme, la fuga beffa le velociste
  Si parte da Sorbolo Mezzani, paese di pianura affacciato sul Po, e per quasi due terzi di giornata la corsa è una linea dritta: la pianura padana che scivola verso Piacenza, senza un metro di salita per oltre cento chilometri, e in fondo l'Oltrepò ad aspettare. Il via vero scatta alle 13:03, e bastano sedici chilometri perché la fuga pren...