L’Alghero non conosce pietà né sosta: il Bosa si inchina alla "Legge del 18". Il Cuccureddu è tempio inviolato

Altra domenica, altra tacca sul fucile: la banda Giorico annichilisce i cugini planargesi con un 3-0 che non ammette repliche. Roccuzzo apre le danze, Barboza svetta, Puttolu chiude. E Carta ci mette i guantoni quando serve.

ALGHERO – Diciotto su diciotto. Una sentenza. È la dittatura tecnica e atletica che l’Alghero sta imponendo a questo girone B di Promozione, ridotto ormai a mero fondale per la cavalcata solitaria dei catalani. Al "Pino Cuccureddu", teatro di questa egemonia, cade anche il Bosa, quello che alla vigilia veniva dipinto come spauracchio e che invece si è rivelato, alla prova del campo, poco più di un valletto al cospetto del re.

La cronaca narra di un avvio sornione, di studio, quasi che l’Alghero volesse prendere le misure al vestito della festa. Per mezz’ora si assiste a schermaglie di centrocampo, finché al 30’ Roccuzzo, cursore instancabile, non decide di suonare la sveglia. Il portiere ospite si salva, ma è il preludio. E badate bene, il calcio è materia strana: tre minuti dopo è il Bosa a rischiare il colpaccio, ma trova sulla sua strada un Carta monumentale, capace di deviare in angolo il destino avverso.

Scampato il pericolo, l’Alghero azzanna. Minuto 35: dalla bandierina Mereu disegna una parabola per la testa di Virdis; la traversa trema, la palla danza e Roccuzzo, rapace, la ribadisce in rete. L’1-0 è la crepa nella diga, il 2-0 è l’inondazione. Passano tre giri di lancette, Alessio Virdis pennella da sinistra e Barboza, torreggiante sul secondo palo, incorna il raddoppio che manda i planargesi negli spogliatoi con il morale sotto i tacchi e le certezze in frantumi.

Nella ripresa, il canovaccio non muta. L’Alghero amministra con la sapienza dei forti, il Bosa prova l’orgoglio ma cozza ancora contro il muro eretto da Carta, che al 10’ e soprattutto al 20’ su Pischedda, ricorda a tutti che una grande squadra si costruisce partendo da chi i gol li evita. La contesa, se mai ce ne fosse stata ancora una, spira definitivamente al 27’: Gohourou, difensore bosano, è costretto al fallo di mano per fermare un’azione limpida e si guadagna la via anzitempo degli spogliatoi. Rosso ineccepibile.

In superiorità numerica, il finale è pura accademia, impreziosita dal sigillo di Puttolu al 33’, servito da un assist al bacio di Marras. Finisce 3-0. Scognamillo sfiora il poker, ma sarebbe stato eccessivo castigo. Resta il numero, scolpito nella pietra: diciotto vittorie consecutive. La perfezione, si sa, non è di questo mondo, ma l'Alghero di Mauro Giorico si sta impegnando dannatamente per smentire l'assunto.

IL TABELLINO

ALGHERO - BOSA 3-0

ALGHERO: Carta, Milia, Mereu, A. Pinna, Marcangeli, Barboza, P. Pinna, Roccuzzo, Mula, Daga, Virdis. A disposizione: Piga, Scognamillo, Puttolu, Martinelli, Ferro, Marras A., Nieddu, Fadda. Allenatore: Mauro Giorico.

BOSA: Viale, Unali, Boukhalfa, Gohourou, Migan, Riu, Fadda, Manca, Carta, Pischedda, Fozzi. A disposizione: Arseni, Madau, Urgu, Soddu, Spano, Del Rio, Laurenza, Cossu, Ruggiu. Allenatore: Salvatore Carboni.

ARBITRO: Nicola Nieddu di Sassari. RETI: 35' pt Roccuzzo, 38' pt Barboza, 33' st Puttolu.

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