Seconda trasferta in quattro giorni. Contro un’altra avversaria diretta. Dopo essersi salvato a Cremona grazie al giovanissimo Trepy, il Cagliari ci riprova a Genova. Prima giornata di ritorno, contro una squadra che lotta alle medesime latitudini dei rossoblù. In così poco tempo nessun recupero fra gli infortunati che attualmente affollano l’infermeria. Quasi sicuramente però mister Pisacane opererà qualche aggiustamento in una formazione che ha praticamente regalato un tempo alla Cremonese nell’ultima uscita. Panchina per Mina, apparso fra coloro non al meglio della condizione fisica, e conferma di una difesa a tre che però va monitorata nei movimenti, soprattutto quando effettuare le diagonali per scalare sull’uomo più pericoloso. La conferma di Luperto, tolto dal mercato, dovrebbe conferire maggior sicurezza al giocatore, il quale pareva davvero essere in partenza da Cagliari dopo tutta una serie di prestazioni sotto traccia, che lo avevano fatto relegare in panchina dal mister.
Gli altri due componenti la linea arretrata saranno scelti sulla base di quel po’ che il tecnico rossoblù riuscirà a monitorare negli allenamenti, fermo restando che una maglia sarà certamente di Juan Rodriguez, nonostante l’evidente svarione in occasione del secondo gol della Cremonese giovedì scorso. Nella zona nevralgica a cinque fiducia all’inizio per un Mazzitelli apparso in crescita nelle ultime uscite, mentre sale il rendimento di Adopo, ottimo supporto per il regista Prati, ed in gol nell’ultimo turno, non propriamente la specialità della casa. Sul fronte offensivo dovrebbe tornare titolare Kiliçsoy a far coppia con Borrelli, mentre Luvumbo ripartirebbe dalla panchina dopo non aver convinto appieno a Cremona. Sono tuttavia supposizioni figlie di un modulo di gioco che Pisacane sta provando a modellare a seconda dell’avversario che si trova di fronte. L’unico punto fermo continua ad essere Palestra, concupito anche da formazioni di prima fascia, ma che al momento è una delle maggiori risorse in casa rossoblù. I movimenti sussultori di un mercato apparentemente in fermento pare non scalfiscano la solidità del gruppo, in attesa di reali conclusioni delle trattative.