Il più famoso accessorio da cucina nel mondo si potenzia con l’intelligenza artificiale: serviva?

Vorwerk ha annunciato Cookidoo Assistant, la nuova funzione basata su intelligenza artificiale integrata nella piattaforma Cookidoo del Bimby TM7 che ha uno scopo ben preciso: permettere agli utenti di cercare ricette formulando richieste in linguaggio naturale, sia via chat sia direttamente a voce tramite smartphone, invece di affidarsi ai soli filtri tradizionali disponibili finora.

 

L’assistente infatti altro non fa che suggerire piatti a partire dagli ingredienti già presenti in frigorifero, adattare le ricette a esigenze alimentari specifiche come il regime celiaco (ovvero gluten free) o persino tradurre automaticamente ricette internazionali, grazie anche alla sua compatibilità con più di trenta lingue comprese quelle in alfabeti non occidentali.

 

La funzione è per ora disponibile in accesso anticipato presso alcuni rivenditori selezionati, con un rilascio più ampio previsto nei prossimi mesi secondo quanto dichiarato dall’azienda tedesca ma… è davvero utile avere ogni singolo elettrodomestico di casa in versione intelligente?

Cucinare parlando: come funziona davvero l’assistente

Il funzionamento di Cookidoo Assistant si basa su quello che Workwerk ha definito come “principio conversazionale progressivo”: l’utente descrive una necessità generica, per esempio una cena veloce per l’intera famiglia, e il sistema raffina progressivamente i suggerimenti proposti attraverso ulteriori domande di approfondimento. L’obiettivo dichiarato dall’azienda costruttrice è il costruire un ecosistema sempre più integrato, in cui l’utente possa partire da un bisogno concreto e arrivare fino alla preparazione vera e propria del piatto grazie alla funzione di cottura guidata passo dopo passo. Quello che stiamo vedendo è un livello di accessibilità enorme nell’esperire le funzionalità più avanzate del prodotto, un po’ come si può vedere all’interno dei contesti dell’intrattenimento digitale, come nei siti slot con diverse tipologie di giochi.

 

La traduzione automatica delle ricette è forse l’aggiunta più pratica per chi ama sperimentare piatti provenienti da tradizioni culinarie diverse, superando la barriera linguistica che finora limitava l’accesso a determinati ricettari internazionali. Resta da capire quanto tempo impiegherà questa funzione a raggiungere davvero tutti gli utenti Bimby, considerando che al momento l’accesso resta limitato a una platea piuttosto ristretta di early adopter selezionati.

Siamo davvero sicuro che tutto debba diventare uno smartphone?

Viene però spontaneo chiedersi se un elettrodomestico pensato per tritare, cuocere e mescolare avesse davvero bisogno di un’intelligenza artificiale conversazionale, in un momento storico in cui praticamente ogni categoria di prodotto sembra dover necessariamente inseguire la stessa corsa tecnologica.

 

Non tutti gli oggetti quotidiani, del resto, devono trasformarsi in un piccolo computer dotato di connessione permanente: ad oggi abbiamo già gli smartphone che permettono di fare sostanzialmente tutto, dal cercare informazioni dettagliate sulle migliori piattaforme dei casinò online alle migliori ricette con le amarene, non c’era bisogno di fornire queste funzionalità anche a un ibrido tra un frullatore e un forno.

 

Questo è l’ennesimo rischio concreto portato avanti dalla corsa a cui, volenti o nolenti, stiamo partecipando tutti noi consumatori: l’intelligenza artificiale può finire per complicare, invece di semplificare, i gesti quotidiani che in precedenza funzionavano perfettamente anche senza un assistente vocale capace di conversare, aggiungendo passaggi superflui a operazioni che prima richiedevano pochi secondi.

 

Allo stesso modo in cui consultare recensioni dettagliate sui migliori siti slot richiede un livello di approfondimento che un semplice elettrodomestico da cucina non dovrebbe replicare, anche Cookidoo Assistant dovrà dimostrare sul campo di aggiungere valore reale e non solo complessità percepita all’esperienza in cucina.

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