L’organizzazione propone al Governo un credito d’imposta permanente per le merci e un confronto con l’Unione europea sui costi legati all’insularità. Sono richieste, non misure già approvate.
Sassari, 2 novembre 2026 – Per le imprese agricole sarde il trasporto pesa due volte: servono collegamenti per far arrivare mangimi, fertilizzanti e attrezzature, e poi per portare i prodotti fuori dall’Isola. Da qui l’appello di Coldiretti Sardegna a imprese e istituzioni: presentarsi unite al Governo e all’Unione europea per chiedere strumenti che compensino lo svantaggio dei costi logistici.
L’organizzazione richiama rincari dei trasporti fino al 50% in cinque anni, dato che aveva già segnalato all’inizio del 2026. Si tratta di una stima diffusa da Coldiretti, non di una rilevazione indipendente citata nel comunicato. Tra i fattori che, secondo l’associazione, gravano sui collegamenti marittimi c’è anche l’ETS: il sistema europeo che assegna un prezzo alle emissioni di gas serra e che dal 2024 comprende anche il trasporto marittimo.
La prima proposta è rivolta al Governo: un credito d’imposta permanente, cioè un’agevolazione fiscale che riduca le imposte dovute dall’impresa, commisurata al maggior costo sostenuto per trasportare le merci. La seconda è un confronto con l’Europa per individuare misure specifiche legate all’insularità e rendere più competitive le aziende sarde.
“Le imprese e le famiglie sarde non possono continuare a pagare il prezzo di una condizione geografica che si traduce ogni giorno in maggiori costi e minori opportunità. Per chi produce nella nostra Isola, il nodo trasporti è un freno alla crescita che l’attuale crisi internazionale rende ancora più pesante”, sottolinea il presidente di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu. “Ecco perché chiamiamo a raccolta il mondo imprenditoriale e le istituzioni: serve un fronte comune che porti con forza questa emergenza davanti al Governo e all’Europa, ciascuno per le proprie competenze. La specificità della Sardegna deve essere riconosciuta nei fatti, garantendo alle nostre aziende la possibilità di competere e ai cittadini condizioni di maggiore equità”.
Il direttore Luca Saba spiega che l’agevolazione dovrebbe crescere insieme alle quantità di prodotto spedite fuori dall’Isola:
“La nostra proposta al Governo è quella di un credito d’imposta permanente che intervenga direttamente sul maggior costo del trasporto delle merci e possa compensare in modo mirato lo svantaggio che grava sui prodotti sardi quando raggiungono i mercati - spiega il direttore Luca Saba - a maggiori quantità di prodotto vendute fuori dall’Isola corrispondono maggiori costi di trasporto e quindi una compensazione più alta, mentre a quantità inferiori la compensazione è più bassa. Questa proposta secondo noi potrebbe abbattere in maniera proporzionata il costo aggiuntivo effettivamente sostenuto dall’impresa. Il confronto con i tecnici degli uffici istituzionali potrà individuare gli strumenti migliori per rendere operativo un intervento che possa avere ricadute reali per i nostri territori - aggiunge - unire le forze e aprire un confronto permanente è oggi un obiettivo fondamentale”.
La richiesta di Coldiretti riguarda anche la continuità territoriale delle merci: collegamenti regolari e affidabili, necessari in particolare per i prodotti deperibili e per il bestiame. L’associazione propone che il confronto con Bruxelles sia permanente e coinvolga la Regione e il mondo imprenditoriale.
“Le difficoltà delle aziende sarde e dell’intera filiera agroalimentare richiedono una risposta condivisa - concludono Saba e Cualbu - le nostre produzioni devono poter raggiungere i mercati europei e internazionali a costi competitivi. L’insularità è una condizione permanente e richiede una compensazione permanente: al Governo proponiamo un credito d’imposta strutturale, alle istituzioni europee un confronto sugli strumenti per riconoscere questa specificità e superare il divario competitivo. Su questi obiettivi invitiamo la Sardegna a parlare con una voce sola”.