Sos pinos GATEAU RUSTICI/PINOLI

INGREDIENTI

per 4 persone
· 1 kg di farina “00” · 9 uova · ½ bicchiere di olio di oliva · olio per fritture · 1 kg di miele · 2 cucchiai di zucchero
a piacere:· una tazza da colazione di scorza d'arancia secca fatta rinvenire in acqua tiepida, scolata e asciugata con un panno

PREPARAZIONE
Impastare la farina con le uova e l'olio. Lavorare la pasta sino a renderla liscia, tagliarla a tocchetti, allungarla come fosse una corda (un diametro simile a quello di una pennetta) e tagliarla a dadini.
Friggerli un po' alla volta in olio caldo. Appena avranno acquistato un colore dorato scolarli e appoggiarli su carta assorbente.
In una padella dai bordi alti (preferibilmente in rame) far sciogliere il miele con lo zucchero a fuoco molto lento.
Unire i dadini di pasta e far cuocere mescolando in continuazione per circa 20 minuti (in questa fase va aggiunta la scorza d'arancia).
Preparare la placca in legno o il tavolo per impastare (non verniciato) bagnando con succo di limone, trasferire il composto e, con le mani bagnate, dare la forma di una torta.
Lasciar raffreddare, tagliare a triangolini e sistemare su un piatto da portata.

Dolce della tradizione più povera che sostituisce con la pasta, le più preziose e costose mandorle, della più aristocratica "Aranzada", con la quale condividono miele e scorza d'arancia.
Non mancano mai in occasione del carnevale, tagliati a forma di rombo e adagiati sulle foglie fresche di arancia coperti da una pioggerellina di "cannellini argentati". 
In alcune zone della Sardegna per questa frittura veniva utilizzato l'olio di lentisco, attualmente molto studiato per le sue proprietà.

Curiosità

Febbraio: il mese segreto della PURIFICAZIONE romana
Febbraio è il secondo mese del calendario gregoriano che usiamo quotidianamente, eppure pochi sanno che il suo nome nasconde una storia affascinante che affonda le radici nella civiltà romana e nelle anti...

Paul Gascoigne, l’ultimo bohémien del pallone
Bisogna tornare a certe sere d’inverno, quando lo stadio odorava ancora di erba tagliata e sudore, per capire davvero Paul Gascoigne. Non un giocatore: un’intemperanza ambulante, una nuvola di genio e follia che attraversava il campo come un santo ubriaco in cerca di redenzione. Di lui hanno scritto milioni di paro...