Il capoluogo turritano festeggia "Sa Die de sa Sardigna" ricordando i moti del millesettecentonovantasei. Dalla lezione teatrale nelle scuole alle deposizioni floreali e ai cortei nel centro storico guidati dal sindaco Mascia.
Le aule scolastiche si trasferiscono in platea per rileggere le pagine della rivoluzione sarda. In occasione della rassegna "Primavere Sarde", organizzata per celebrare "Sa Die de sa Sardigna", la festività regionale che commemora la sommossa popolare del ventotto aprile millesettecentonovantaquattro, il capoluogo turritano ha rievocato il duecentotrentesimo anniversario dell'ingresso in città di Giovanni Maria Angioy. L'iniziativa ha preso il via lo scorso ventiquattro aprile all'Auditorium Provinciale di via Monte Grappa. A guidare il progetto didattico è stato il liceo artistico Filippo Figari, che ha radunato trecento studenti provenienti da cinque istituti del territorio: oltre al Figari, hanno partecipato l'istituto tecnico Angioy, il liceo Castelvì, il Devilla di Sassari e il Paglietti di Porto Torres.
L'incontro ha abbandonato i canoni della classica conferenza accademica per trasformarsi in una lezione di storia alternativa, focalizzata sul triennio rivoluzionario sardo, ovvero quel periodo di sommosse e rivendicazioni antifeudali compreso tra il millesettecentonovantatré e il millesettecentonovantasei. Gli alunni hanno assistito alla messinscena dello spettacolo "Memorie de sa sarda rivolutzione: Angioy entra in città", curato dal Teatro S'Arza, storica compagnia teatrale sassarese. L'esibizione sul palcoscenico è stata intervallata dalle ricostruzioni storiografiche affidate al professore Cristiano Sabino, alla scrittrice Adriana Valenti Sabouret e allo storico Federico Francioni.
Esaurita la parentesi dedicata alle scuole, le celebrazioni ufficiali si concentreranno nella giornata di martedì ventotto aprile. Il programma prenderà il via alle ore dieci in largo Don Leonardo Carboni, lungo via Quarto, con la deposizione di una corona di fiori ai piedi del monumento eretto in memoria dei rivoluzionari isolani. Alla cerimonia inaugurale, accompagnata dagli stacchi musicali di Andrea Andrillo, parteciperà il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, affiancato dai delegati delle associazioni promotrici. Il calendario istituzionale proseguirà all'interno del Palazzo della Provincia: il Fondo Ambiente Italiano, la fondazione privata che tutela il patrimonio artistico e naturale, curerà due visite guidate alla Sala Sciuti alle dodici e alle sedici. Mezz'ora più tardi, alle sedici e trenta, la limitrofa Sala Angioy ospiterà il convegno di studi intitolato "1796-2026. Tàtari tzitade rivolutzionaria", con le relazioni di Omar Onnis, Federico Francioni e Adriana Valenti Sabouret.
Con l'arrivo della sera, la rievocazione scenderà direttamente per le strade. A partire dalle ore diciannove, da piazza d'Italia si snoderà la versione itinerante dello spettacolo curato dal Teatro S'Arza, sotto la regia di Romano Foddai. Il corteo teatrale attraverserà i portici Crispi, per poi toccare piazza Castello e piazza Rosario. La marcia degli attori sarà scandita dalle esibizioni vocali del coro Amici del Canto Sardo e dai figuranti del gruppo di ballo Monte Alma di Nulvi. Il sipario sulla manifestazione calerà in serata nei locali di Sa Domo de Totus, lo spazio sociale situato al civico quattordici di via Frigaglia, dove l'esibizione dal vivo del cantautore Andrea Andrillo chiuderà il programma delle celebrazioni.