Scontro politico in Regione sulla protesta dei cavalieri a Pozzomaggiore: la minoranza accusa la giunta di bloccare la legge sulle feste storiche

Il consigliere Aldo Salaris si schiera con i figuranti in sciopero per l'Ardia di San Costantino. Il gruppo dei Riformatori Sardi punta il dito contro il mancato esame di una norma nata per separare i riti tradizionali dalle competizioni sportive.

La decisione dei figuranti a cavallo di Pozzomaggiore di boicottare le imminenti celebrazioni religiose di San Pietro e la tradizionale corsa dell'Ardia dedicata a San Costantino innesca la polemica all'interno del Consiglio regionale della Sardegna. Ad accendere lo scontro politico è il consigliere dell'opposizione Aldo Salaris, esponente del gruppo dei Riformatori Sardi, che inquadra il passo indietro dei cavalieri non come una protesta isolata, ma come la conseguenza diretta di un vuoto normativo che sta soffocando le feste storiche isolane sotto il peso di rigide prescrizioni sulla pubblica sicurezza.

Il nodo della questione ruota attorno all'inquadramento legale degli eventi. Attualmente, le antiche corse a cavallo, le processioni e le rievocazioni in costume vengono spesso equiparate dalla burocrazia e dalle forze dell'ordine alle normali competizioni agonistiche e sportive, costringendo i comitati organizzatori e le amministrazioni comunali a rispettare parametri di sicurezza estremamente restrittivi. Per disinnescare questo meccanismo, i consiglieri dei Riformatori Sardi avevano depositato negli uffici della Regione, oltre dodici mesi fa, una proposta di legge strutturata appositamente per tutelare e riconoscere il valore culturale delle manifestazioni storico-religiose. L'obiettivo del documento, ricalcato su modelli giuridici già in vigore in altre regioni italiane, è definire regole adeguate alle specificità delle feste popolari, garantendo l'incolumità pubblica senza stravolgere i riti antichi.

L'esponente della minoranza attribuisce la responsabilità dell'attuale incertezza all'immobilità della giunta di centrosinistra e contesta apertamente le tempistiche della commissione Cultura, l'organo tecnico del Consiglio regionale incaricato di esaminare i disegni di legge prima di inviarli in aula per il voto finale. Salaris ufficializza l'accusa politica citando direttamente i vertici dell'organismo: "Nonostante l'Onorevole Camilla Soru, Presidente della Commissione Cultura, avesse assunto l’impegno di calendarizzare il provvedimento, la nostra legge non è mai stata discussa e oggi ne vediamo le conseguenze. Cresce l'incertezza e si mettono a rischio manifestazioni che fanno parte della storia dei nostri paesi e che generano anche importanti ricadute economiche per i territori". L'intervento si chiude esprimendo solidarietà alla comunità e ai comitati di Pozzomaggiore, per poi trasformarsi in una richiesta di sblocco immediato delle pratiche rivolta alla maggioranza, esortata dalla minoranza ad assumersi le proprie responsabilità approvando rapidamente il testo per evitare ulteriori cancellazioni nel calendario degli eventi estivi.

Politica