Due pesi e due misure per i campi sportivi: il Comune sbarra le porte all'Alguer Rugby ma assegna le aree pubbliche senza gara

I Riformatori Sardi denunciano l'esilio forzato della squadra, costretta da un anno a vagare tra terreni in affitto. L'amministrazione mantiene l'impianto di Maria Pia a uso esclusivo di una sola società, mentre in altre zone della città aggira i bandi con affidamenti diretti.

Il municipio di Alghero viaggia a due velocità sulla gestione degli spazi sportivi: corsie preferenziali per alcuni, burocrazia e cancelli sbarrati per altri. A scoperchiare la gestione a doppio binario del patrimonio pubblico è la sezione locale dei Riformatori Sardi, il movimento politico isolano, che denuncia l'esilio forzato dell'Alguer Rugby. Da oltre un anno la compagine è tagliata fuori dal prato di Maria Pia, l'unico impianto cittadino attrezzato per la disciplina della palla ovale, attualmente lasciato in uso a un'unica società.

Il cortocircuito amministrativo, secondo l'analisi politica, si annida nelle procedure avallate di recente dagli uffici comunali. Mentre l'Alguer Rugby colleziona risposte informali e attende invano un riscontro istituzionale, il municipio ha proceduto all'assegnazione diretta di un'area pubblica a un'altra associazione sportiva, saltando a piè pari l'indizione di un bando di gara, ovvero la procedura a evidenza pubblica che regola l'affidamento dei beni statali, e azzerando i normali tempi di attesa. Una via preferenziale che l'amministrazione ha rivendicato apertamente in nome del sostegno allo sport, ma che si scontra frontalmente con il totale immobilismo riservato ai rugbisti.

Sfrattati dalla struttura naturale di riferimento, dirigenti e giocatori hanno portato a termine il campionato appena concluso vagando tra campi in affitto o ripiegando su terreni di gioco provvisori e inidonei. Un salasso logistico ed economico che, accusano i Riformatori, si consuma nell'assoluta indifferenza di chi amministra la città. Risulta incomprensibile, prosegue l'atto d'accusa, la ragione per cui non sia possibile far coesistere due realtà associative all'interno dello stesso perimetro pubblico, ricordando che un bene di proprietà dell'ente deve sottostare a criteri di equità, senza mai trasformarsi in una riserva foriera di privilegi ed esclusioni.

La squadra si ritrova nell'impossibilità materiale di programmare le proprie attività e pianificare gli allenamenti. In attesa che gli uffici di competenza pubblichino il bando definitivo per l'affidamento gestionale del campo di Maria Pia, l'istanza recapitata all'esecutivo cittadino invoca una soluzione immediata. La richiesta perentoria alla giunta è di porre fine al regime di esclusione, garantendo fin da ora a entrambe le società algheresi il diritto di condividere la struttura in modo paritario, regolare e trasparente.

Politica