L'amministrazione comunale vara il programma per l'ultimo fine settimana di maggio. Oltre alle visite guidate dai volontari, spazio agli scavi sui villaggi perduti e a una caccia al tesoro archeologica per i più piccoli nel parco di Pedrera.
Sabato 30 e domenica 31 maggio le strade di Monastir si trasformano in un museo a cielo aperto. Il municipio dell'entroterra campidanese ha ufficializzato il calendario per l'edizione 2026 di Monumenti Aperti, la rassegna che permette di visitare gratuitamente i beni storici e architettonici dell'Isola. Il piano logistico predisposto per l'ultimo fine settimana del mese ruoterà attorno all'apertura di cinque siti di interesse primario, i cui cancelli verranno presidiati dai volontari, dalle associazioni locali e dai residenti chiamati a guidare i visitatori tra le architetture del paese.
Il perimetro dell'iniziativa non si limita all'accesso fisico agli edifici, ma si estende al recupero dell'idioma locale. L'amministrazione ha infatti inserito la rassegna all'interno del progetto Tu.Li.S., acronimo istituzionale che indica il programma per la tutela delle lingue sarde. In veste di comune capofila, affiancato dai vicini municipi di Ussana e San Sperate, Monastir ha tradotto tutto il materiale informativo nella variante linguistica locale. L'operazione, che coincide con il trentesimo anniversario della manifestazione regionale, si appoggerà inoltre alla memoria orale degli anziani del paese, le cui testimonianze verranno registrate e archiviate per tracciare uno spaccato del secolo scorso.
L'esplorazione delle radici storiche troverà una sede accademica nella giornata di domenica. L'aula consiliare, la sala del municipio situata in via Progresso in cui si riunisce l'assemblea cittadina, ospiterà il convegno intitolato "Chiese scomparse, villaggi perduti e memoria del territorio". Studiosi e archeologi illustreranno i risultati delle ricerche sugli insediamenti di epoca medievale ormai cancellati dalle mappe, in un incontro organizzato in stretta sinergia con la Pro Loco, l'ente preposto alla promozione turistica locale, e l'associazione Tramas. A margine del dibattito scientifico, gli organizzatori offriranno al pubblico la ricostruzione e la degustazione di un menù ispirato direttamente alle tavole del Medioevo.
Per abbassare l'età anagrafica dei partecipanti, l'associazione culturale L'Aurora ha allestito all'interno del parco di Pedrera una caccia al tesoro. L'attività ludica è stata studiata per spingere i bambini a familiarizzare con il passato del territorio attraverso la ricerca dei segreti nascosti tra le vecchie chiese e i siti d'interesse. All'evento si aggancerà l'intera filiera commerciale del paese, con bar, ristoranti e strutture ricettive incaricati di assorbire il flusso turistico previsto per il fine settimana e garantire l'accoglienza logistica.
Le direttive e gli intenti della mobilitazione collettiva sono stati inquadrati dal sindaco Poala Ugas attraverso una dichiarazione ufficiale diramata agli organi di stampa per accompagnare la presentazione dell'evento. "Monastir sta dimostrando di essere una comunità viva, capace di fare rete e di costruire insieme una nuova idea di valorizzazione del territorio. Cultura, storia, lingua, ambiente, tradizioni e partecipazione diventano strumenti concreti di crescita sociale e promozione territoriale", ha dichiarato il primo cittadino, sigillando la cornice istituzionale della rassegna.