Stato, Regione, Comune e Università firmano il "Piano Città". Via alla rigenerazione urbana per dodici storici immobili abbandonati. A San Sebastiano nascerà il nuovo Polo Giudiziario, all'ex Hotel Turritania alloggi a canone calmierato.
di Pasqualino Trubia
Dodici grandi edifici vuoti, carichi di storia ma segnati dal degrado, si preparano a riaprire le porte. Ieri mattina Sassari ha blindato il suo futuro urbanistico con la firma del "Piano Città", un patto istituzionale che mette allo stesso tavolo tutti i proprietari dei "palazzi fantasma" del capoluogo: lo Stato, la Regione, il Comune, la Città Metropolitana e l'Università.
L'obiettivo non è la semplice ristrutturazione edile, ma una vera e propria rianimazione dei quartieri, trasformando metri cubi inutilizzati in uffici, case e musei.
La rivoluzione di San Sebastiano: dai detenuti ai giudici
Il cantiere più imponente e simbolico riguarderà l'ex carcere ottocentesco di San Sebastiano. L'imponente struttura in mattoni rossi, di proprietà dello Stato e chiusa da anni, cambierà radicalmente pelle.
Nelle prossime settimane, l'Agenzia del Demanio lancerà la gara di progettazione per trasformare le vecchie celle nel nuovo Polo Giudiziario della città. L'idea architettonica punta a ribaltare il significato del luogo: da spazio chiuso e di reclusione a luogo di "apertura", dove le aule di giustizia convivranno con nuovi spazi museali e socio-culturali aperti ai cittadini.
Un recupero che il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, definisce una priorità assoluta:
«Questo accordo ha il grande pregio di riaprire un discorso inspiegabilmente rimosso dall’agenda della politica cittadina per diverso tempo, ossia il destino dell’ex carcere di San Sebastiano. Per la sua posizione, per la sua dimensione, per la sua storia e per la moltitudine di singole storie individuali e collettive di cui è tuttora custode, quell’edificio oggi rappresenta una ferita, uno strappo con il passato della città e della comunità. Restituirgli una funzione coerente con la sua identità, sul piano architettonico e simbolico, significa guardare avanti e riconsegnare a Sassari il diritto a immaginarsi più bella, più vivibile, più ospitale e più inclusiva».
L'ex Hotel Turritania e la risposta all'emergenza abitativa
Il secondo pilastro del piano tocca un altro nervo scoperto dell'urbanistica sassarese: l'ex Hotel Turritania. Progettato durante la Seconda Guerra Mondiale, usato come albergo e poi come casa dello studente, il palazzo di cinque piani di proprietà comunale uscirà dal lungo abbandono grazie ai fondi del PNRR. La sua nuova destinazione d'uso sarà l'edilizia residenziale. Il comunicato usa il termine inglese Social Housing. Che cos'è e in cosa è diverso dalle case popolari? L'edilizia residenziale pubblica classica (le vecchie case popolari) è destinata a chi si trova in condizioni di povertà estrema. Il "Social Housing" (o edilizia sociale) è invece pensato per la cosiddetta "fascia grigia": giovani coppie, studenti fuori sede, padri separati o lavoratori precari che non sono abbastanza poveri per avere la casa popolare, ma non guadagnano abbastanza per pagare gli affitti del libero mercato. Lo Stato ristruttura il palazzo e affitta gli appartamenti a prezzi calmierati.
Il coro delle Istituzioni: "Basta frammentazione"
Il piano segna un cambio di metodo gestionale. Lo sottolinea il Sottosegretario all'Economia, Lucia Albano: «Il Governo sta costruendo un modello di valorizzazione fondato sulla sinergia tra istituzioni, superando frammentazioni e mettendo finalmente a sistema competenze, strumenti e livelli amministrativi». Che cos'è l'Agenzia del Demanio? È l'ente (collegato al Ministero dell'Economia) che amministra e gestisce tutti gli immobili, i terreni e i beni di proprietà dello Stato italiano. La direttrice dell'Agenzia, Alessandra dal Verme, ribadisce che la strategia non si limita ai calcinacci, ma punta a creare «una Sassari sostenibile e attenta al territorio, inclusiva, proiettata verso il futuro. Al centro vi sono il rilancio del centro storico, spazi museali e potenziamento dei servizi».
Plauso anche dalla presidente della Regione, Alessandra Todde: «Restituire valore a edifici pubblici significa riconsegnare risorse preziose alla vita sociale e culturale della comunità. L’obiettivo è trasformare beni spesso trascurati in risorse preziose per la collettività, riportandoli al centro della vita sociale della città».
Sul fronte accademico, il Rettore dell'Ateneo turritano Gavino Mariotti chiude il cerchio: «Non si tratta soltanto di restituire alla comunità spazi di pregio storico e architettonico, ma di ripensarli come luoghi vivi e funzionali. Con questi interventi rafforziamo il legame tra Ateneo e territorio».
La mappa dei 12 immobili salvati
L'accordo siglato ieri fissa un primo portafoglio immobiliare, destinato eventualmente ad allargarsi. Ecco la lista dei palazzi che verranno riqualificati, divisi per proprietà:
Immobili dello Stato
Immobili del Comune di Sassari
Ex Hotel Turritania
Ex Tipografia Chiarella
Palazzetto dello Sport
Immobili della Città Metropolitana
Immobili dell'Università degli Studi di Sassari
Immobili della Regione Autonoma Sardegna