La Giunta sposta i vincoli storici da 38 aree urbane (tra cui Lungomare, Asilo Sella e Parco Manno) per trasferirli in blocco sulla Pineta. L'operazione salva l'ente dai contenziosi pregressi, ma apre oggettivi interrogativi sul futuro commerciale del patrimonio pubblico "liberato".
di Pasqualino Trubia
Trentotto particelle catastali incastonate nel cuore di Alghero si preparano a cambiare pelle giuridica. Il Comune, attraverso la Commissione VI, ha approvato il Piano di Trasferimento delle Terre Civiche. Sulla carta, l'operazione è un ricalcolo geografico: si prende un vincolo storico che grava su pezzi pregiati della città dal 1932 e lo si sposta, in blocco, sulla Pineta di Maria Pia. Oggi il Consiglio comunale voterà la delibera per chiedere l'autorizzazione definitiva alla Regione Sardegna.
La mossa risolve vecchi pasticci burocratici, ma apre la porta a scenari immobiliari e politici che meritano di essere sviscerati fino in fondo. Per capire la portata di questa delibera, bisogna guardare agli effetti pratici della legge. Che cos'è un "Uso Civico"? È un diritto antichissimo di godimento collettivo su un determinato terreno. La regola aurea degli usi civici è una: inalienabilità. Finché c'è l'uso civico, quel bene non può essere venduto, non può essere ceduto ai privati e non può mutare la sua destinazione pubblica. Rimuovere ("trasferire") l'uso civico significa sbloccare l'area, rendendola a tutti gli effetti commerciabile e privatizzabile.
Ed è qui che sorge l'interrogativo politico e urbanistico. Se da un lato il trasferimento garantisce alla Pineta di Maria Pia uno scudo giuridico assoluto (diventando il nuovo "recipiente" dell'uso civico a tutela della collettività), dall'altro "libera" porzioni sterminate e costosissime del tessuto urbano.
La mappa delle aree sdemanializzate include il Lungomare Dante e Valencia, il colle del Trò, Piazza Giuni Russo, l'ex distributore Esso allo Scalo Tarantiello e l'Asilo Sella (attuale sede di Architettura). Una volta rimosso l'uso civico, queste aree diventano patrimonio disponibile. Questa manovra è una semplice pulizia dei registri catastali o rappresenta l'anticamera per future cessioni e privatizzazioni di pezzi di costa? Noi poniamo la domanda, il futuro amministrativo darà la risposta.
Il caso Parco Manno: la sanatoria dei privati
L'urgenza più pressante che ha spinto il Comune a questa accelerazione ha però un nome e un cognome burocratico: Parco Manno. Negli anni scorsi, il Comune di Alghero ha venduto ad alcuni cittadini privati degli immobili situati in quell'area. Un'operazione viziata in origine, proprio perché su quegli immobili gravava l'intoccabile uso civico.
Oggi, quegli atti di compravendita rischiano di esporre l'ente a pesanti richieste di risarcimento. Togliere il vincolo da Parco Manno serve primariamente a sanare questo cortocircuito: sbloccando l'area, il Comune regolarizzerà a posteriori le vendite, passando formalmente e legittimamente le proprietà ai privati acquirenti.
La difesa della Giunta
L'amministrazione rivendica l'impianto della manovra come una messa in sicurezza dei conti pubblici e una tutela ambientale. Alla seduta di commissione ha partecipato l’Assessore al Demanio e Patrimonio Enrico Daga, che motiva così l'urgenza:
«Finalmente arriviamo ad una svolta fondamentale, la strada per una corretta programmazione del patrimonio pubblico è tracciata. Con questa proposta andiamo a disporre il diritto d’uso su una superficie ampiamente superiore a quella attualmente oggetto di trasferimento e, nel contempo, mettiamo al riparo l’ente da eventuali azioni di rivalsa da parte di soggetti terzi, con conseguenti costi e problemi che andrebbero a riflettersi sull’intera comunità».
A fargli eco è il Presidente della Commissione, Pietro Sartore, che sottolinea la convergenza politica sul tema:
«Arriviamo alla chiusura di un cerchio dopo un percorso lungo e articolato che ha attraversato diverse consiliature, con un lavoro in Commissione caratterizzato da un clima di collaborazione che lascia intendere quanto il risultato sia importante».
Il quadro è tracciato. Oggi in Aula e, successivamente, all'Assessorato regionale dell'Agricoltura. La Pineta di Maria Pia sarà blindata per sempre. Il Lungomare e i palazzi storici, perdendo lo scudo dell'uso civico, entreranno nel libero mercato delle scelte politiche. Se sarà "valorizzazione" o "svendita", sarà il tempo a giudicarlo.