I fondi regionali trasformano il tracciato storico in un percorso per biciclette e pedoni.
Spanedda firma l'accordo a Carbonia. I soldi arrivano dalle multe paesaggistiche. Coinvolti la Provincia e sette Comuni.
di Pasqualino Trubia
Carbonia – I vecchi binari cambiano vita. La ferrovia storica del Sulcis si trasforma in una pista ciclabile. La Giunta regionale sblocca 800mila euro per far risorgere il tracciato dismesso e trasformarlo in un percorso verde tra la costa e l'entroterra.
L'accordo e i cantieri
La firma sul progetto è arrivata questa mattina a Carbonia. Il patto unisce la Regione, la Provincia del Sulcis Iglesiente (che farà da capofila) e sette Comuni: Giba, Narcao, Nuxis, Perdaxius, Piscinas, Santadi e Villaperuccio. I soldi per finanziare l'opera non pesano sulle tasse ordinarie: arrivano direttamente dalle multe incassate per le sanzioni paesaggistiche.
Il cantiere non si limiterà a stendere l'asfalto. Il progetto prevede l'installazione di cartelli, totem informativi e arredi per le biciclette. Verranno sistemati i collegamenti con i siti di interesse storico e minerario. Le vecchie stazioni e i caselli abbandonati lungo la linea saranno censiti. La Regione, infine, cederà i propri immobili alla Provincia per gestirli.
L'assessore regionale agli Enti Locali, Francesco Spanedda, inquadra l'operazione:
«Restituiamo al Sulcis un’infrastruttura identitaria - dichiara l’Assessore degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica, Francesco Spanedda - trasformando un tracciato ferroviario dismesso in un’infrastruttura verde capace di mettere in relazione paesaggio, storia, ambiente e comunità locali. È un progetto che sviluppa le prescrizioni del PPR combinando tutela es sviluppo».
Chi fa cosa
La macchina burocratica riparte da un foglio bianco. Il vecchio patto era infatti scaduto. Ora i compiti sono spartiti con precisione. Toccherà alla Provincia progettare l'opera, indire gli appalti e gestire la futura ciclabile. La Regione fornirà supporto tecnico e controllerà i vincoli paesaggistici. L'accordo durerà cinque anni e sarà sorvegliato da un Comitato Attuativo.
L'assessore chiude dettando la linea:
«Dopo la scadenza del precedente accordo - sottolinea Spanedda - abbiamo voluto riattivare il percorso con un modello di governance chiaro, responsabilità definite e un sistema di monitoraggio. Il Sulcis può diventare un laboratorio regionale di rigenerazione paesaggistica e mobilità lenta».