Il fango e i tronchi abbattuti sono i testimoni muti di un'Isola che si scopre fragile e indifesa.
La riflessione sul post-emergenza: "Il degrado ambientale è il nuovo bandito da sconfiggere. La difesa del suolo è la nostra vera battaglia di civiltà".
di Roberto Fadda e Massimiliano Piga
Il corpo a corpo con la realtà
Cagliari – Non è stata una passerella, ma un amaro corpo a corpo con la realtà; Giuseppe Conte e la Presidente Alessandra Todde, accompagnati da Desirè Manca e Luisa Giua Marassi, si sono fatti strada tra le macerie del Parco degli Anelli. Il fango e i tronchi abbattuti dal ciclone Herri sono i testimoni muti di un’Isola che si scopre, ancora una volta, fragile e indifesa.
L'incuria come il banditismo
?Per chi, come me, ha speso una vita a indagare le piaghe del banditismo e delle ecomafie, questo scenario non è nuovo; è l’assalto di un’incuria che ruba il futuro ai sardi esattamente come i criminali del passato. Vedere i vertici del Movimento e la Governatrice calpestare questi detriti deve segnare un punto di non ritorno: la difesa del suolo è la nostra vera battaglia di civiltà.
I fondi e la manutenzione
?I punti del confronto vertevano sui danni strutturali e la verifica della devastazione delle aree verdi e delle infrastrutture cittadine.
Todde e Conte hanno discusso lo sblocco di fondi straordinari per il ripristino ambientale. Manca e Giua Marassi hanno incalzato sulla necessità di una manutenzione che non sia solo emergenziale.
La vera sovranità
?Il degrado ambientale è il nuovo "bandito" da sconfiggere; non usa fucili, ma l'indifferenza e la burocrazia. La Sardegna non chiede assistenza, ma la sovranità di poter proteggere la propria terra prima che la prossima tempesta ne cancelli la bellezza.