L'Europa sblocca i fondi per la Sardegna: 130 milioni su giovani, tech e sociale

I FONDI EUROPEI CAMBIANO ROTTA

La Commissione di Bruxelles approva la revisione del piano FSE+ 2021-2027 presentata dalla Giunta regionale. L'assessora al Lavoro Desirè Manca incassa il via libera: "Risultato politico, investiamo con coraggio sulle fondamenta del nostro sviluppo".

di Pasqualino Trubia

Cagliari – Bruxelles dà il via libera. La Commissione europea approva la riprogrammazione del Fondo Sociale Europeo Plus per la Sardegna. I soldi cambiano destinazione d'uso. La Giunta regionale sposta le fiches su tre tavoli: tecnologie, nuove generazioni e fasce deboli.

I tre pilastri e i milioni Il portafoglio europeo viene diviso in tre fette. La burocrazia la chiama "Priorità 6 - STEP", all'atto pratico sono 52,1 milioni di euro destinati a formare e riqualificare i lavoratori sulle nuove tecnologie: dal digitale alle emissioni zero, fino alle biotecnologie.

La seconda fetta finanzia il Piano Giovani 2025-2029 con 44,2 milioni di euro (di cui 16 pescati dal capitolo precedente) per spingere le assunzioni, pagare i percorsi di formazione, finanziare le esperienze all'estero e aiutare l'apertura di nuove imprese. La terza quota mette sul piatto 33,1 milioni di euro per l'inclusione sociale. Soldi mirati a garantire l'accesso ai servizi, compresa la sanità, e a blindare la protezione dei soggetti fragili e dei minori.

La dichiarazione politica A guidare l'operazione è l'assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca. Il timbro di Bruxelles certifica il lavoro degli uffici cagliaritani: «Questa approvazione – ha dichiarato l’assessora del Lavoro Desirè Manca – è un riconoscimento della credibilità della Sardegna e della solidità del lavoro svolto in questi mesi. Abbiamo scelto di investire con coraggio, puntando su tre priorità che rappresentano le fondamenta del nostro sviluppo: innovazione, giovani e inclusione sociale. È un risultato politico importante, frutto di un percorso di ascolto e partecipazione che ha coinvolto istituzioni, parti economiche e sociali in un confronto reale e continuo».

La rotta per l'Isola L'indirizzo della manovra punta a ricadute immediate sul territorio. La chiusura dell'assessora inquadra l'obiettivo dell'esecutivo: «Con questa riprogrammazione – ha concluso l’assessora Manca – la Regione Sardegna conferma una scelta politica chiara e coraggiosa: non si tratta solo di distribuire risorse, ma di dare una direzione precisa allo sviluppo dell’Isola, mettendo al centro le persone, le competenze e la coesione sociale. Puntiamo a creare nuove opportunità di lavoro, crescita e giustizia sociale, collegando la Sardegna alle grandi sfide europee e nazionali, senza mai perdere di vista i bisogni concreti delle nostre comunità».

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