Pannelli solari al posto delle fabbriche: Piana denuncia il caso Truncu Reale

Cinquanta ettari di campi fotovoltaici nell'area industriale di Sassari. I terreni erano stati espropriati anni fa con soldi pubblici per costruire capannoni e creare occupazione. Il presidente del Centro Studi Agricoli suona la carica contro le rendite energetiche: "Basta profitti privati su suoli destinati allo sviluppo locale".

Sassari – Cinquanta ettari di specchi neri. Un mare di silicio a due passi dalla borgata di Ottava. L'area industriale di Truncu Reale cambia pelle. Dovevano nascere fabbriche e posti di lavoro. Arrivano i pannelli fotovoltaici.

I terreni espropriati Il progetto prevede un maxi impianto a terra in località Pian di Sorres. L'investimento stimato viaggia tra le decine e le centinaia di milioni di euro. I lotti sono sotto l'egida del Consorzio dell'area industriale. Anni fa lo Stato li aveva espropriati pagandoli con fondi pubblici. L'obiettivo originario era chiaro: fare industria. Oggi i capannoni sono pochi, la funzione produttiva è svuotata e la terra passa ai signori dell'energia. E le voci su nuove cessioni per allargare il perimetro si rincorrono.

L'accusa politica A sollevare il caso è Tore Piana. L'ex consigliere regionale, oggi alla guida del Centro Studi Agricoli, contesta il metodo e la destinazione d'uso. Il nodo è giuridico e politico. Aree sottratte ai cittadini per l'industrializzazione vengono oggi riconvertite in piattaforme per la rendita energetica. Nessun bilancio pubblico sull'occupazione, nessuna ricaduta economica locale, nessuna compensazione per i residenti.

Le parole di Piana tracciano la linea dell'opposizione al progetto: «Non siamo contro le rinnovabili. Siamo contro l’uso distorto del bene pubblico. Terreni espropriati per creare lavoro non possono diventare strumenti di speculazione, mentre l’area industriale muore e le comunità restano senza prospettive.»

Il nodo delle regole La richiesta finale è un appello alla trasparenza istituzionale. Se il destino di Truncu Reale è l'energia, le regole vanno scritte alla luce del sole. Il Centro Studi Agricoli chiede garanzie chiare: priorità alle vere aziende produttive, assunzioni reali, distanze di sicurezza dalle case di Ottava e canoni di compensazione per il territorio. Senza queste basi, il passaggio da polo industriale a distretto fotovoltaico si riduce a una trasformazione di suolo pubblico in profitto privato.

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