I numeri, di solito, sono aridi. Ma quelli che la Regione Sardegna ha portato oggi alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT) di Milano raccontano una storia che va oltre la semplice contabilità. L'Isola non è più, o almeno non è solo, un villaggio vacanze aperto tre mesi l'anno. I dati del 2025 dicono che il turismo sardo sta cambiando pelle.
La presidente Alessandra Todde e l’assessore al Turismo Franco Cuccureddu hanno presentato un bilancio che segna una rottura col passato. Non si parla più solo di "arrivi", ma di modello.
«La Sardegna cresce e lo fa cambiando modello. I dati presentati dimostrano che stiamo costruendo una visione più equilibrata del turismo, capace di generare sviluppo senza compromettere l’identità dei territori», ha dichiarato la Governatrice. Un concetto ribadito con forza: «Crediamo in una Sardegna che accoglie e che cresce senza perdere identità. Il turismo per noi non è solo economia ma qualità della vita, equilibrio tra comunità e visitatori, sviluppo che resta nei territori e costruisce valore dodici mesi l’anno».
Il boom degli stranieri
Veniamo alle cifre, che sono la sostanza della notizia. Nel 2025 la Sardegna ha registrato oltre 21 milioni e 800mila presenze e più di 5 milioni di arrivi. La crescita rispetto all'anno precedente è a doppia cifra: +15,6% sulle presenze e +15,1% sugli arrivi.
Ma il dato politicamente più rilevante è la provenienza. Gli italiani non bastano più, o meglio, sono stati affiancati e superati dal resto del mondo. I turisti stranieri sono cresciuti del 21,7% e oggi rappresentano il 56% del totale. Se la Germania resta la cassaforte del turismo europeo per l'Isola, la novità si chiama Stati Uniti: gli USA sono diventati il primo mercato extraeuropeo.
La vittoria sull'autunno
Per decenni si è parlato di destagionalizzazione come si parla del mostro di Loch Ness: tutti dicono che esiste, nessuno l'ha mai vista. Ora pare che qualcosa si muova davvero. I dati portati da Cuccureddu mostrano che il turismo non muore a settembre. Negli ultimi due anni, ottobre ha segnato un +46%, novembre un +52% e dicembre un +51%.
Significa che l'economia gira anche quando gli ombrelloni sono chiusi. Il sistema ricettivo, forte di oltre 51mila strutture e 450mila posti letto, sembra reggere l'urto, anche grazie a un'opera di emersione del sommerso e di regolarizzazione delle locazioni turistiche. La strada è tracciata, ora bisognerà vedere se l'Isola saprà gestire questa invasione pacifica senza farsi snaturare.