Villasimius, il Maestrale bombarda la scuola: pannelli solari come proiettili. Panico in classe, salvi per miracolo

Ci sono giorni in cui il vento non è solo un fastidio meteorologico, ma un nemico fisico. A Villasimius, il Maestrale ha deciso di non bussare, ma di sfondare. Un istituto scolastico è stato letteralmente scoperchiato dalla furia delle raffiche che da ieri stanno flagellando il sud Sardegna.

La cronaca di quanto accaduto ha i contorni del miracolo laico. Il vento, soffiando con una violenza inaudita, ha sollevato la copertura dell'edificio. Non tegole, ma interi pannelli, compresi quelli dell'impianto fotovoltaico.

Poteva essere una strage. I detriti e i pannelli solari, trasformati dal vento in proiettili, si sono abbattuti contro le finestre delle aule dove gli studenti stavano facendo lezione. Il vetro ha tremato, il frastuono ha coperto le voci degli insegnanti, ma la buona sorte ha voluto che il crollo principale della copertura avvenisse in una porzione dell'edificio in quel momento vuota, dove fortunatamente non erano presenti i bambini, alcuni dei quali impegnati nelle attività legate al Carnevale.

Il panico, però, è stato reale e "assoluto", come raccontano i testimoni. Il personale scolastico, con una prontezza di riflessi che va oltre il semplice dovere contrattuale, ha immediatamente evacuato le aule più esposte, trasferendo gli alunni in una "zona sicura" dell'edificio, lontano dalle finestre che rischiavano di esplodere sotto i colpi dei detriti.

Sul posto sono arrivati i Carabinieri e i Vigili del Fuoco. Davanti ai loro occhi, una scena che definire "drammatica" non è un'esagerazione giornalistica: mentre all'interno si contavano i battiti accelerati dei cuori, all'esterno il Maestrale continuava la sua opera di demolizione. Nel piazzale, le auto dei docenti sono state mitragliate dai resti del tetto e dai calcinacci.

La notizia, spinta dal vento, ha fatto il giro del paese in un attimo. I genitori si sono precipitati ai cancelli, sfidando le raffiche per recuperare i figli. Molti hanno deciso di portarli via subito, firmando l'uscita sotto la propria responsabilità, pur di averli al sicuro tra le mura di casa.

Resta la conta dei danni, che sono ingenti, e quella domanda che sorge spontanea ogni volta che si sfiora il dramma: le nostre scuole sono pronte a reggere l'urto di un clima che non è più quello di una volta? Per oggi, però, ci limitiamo a tirare un sospiro di sollievo: è stato un "patatrac", ma nessuno si è fatto male.

Cronaca

Il Comune di Sassari celebra la poesia: Martedì Grasso c'è "La Festha di la Gòbbura
  Sassari si prepara a vivere un Martedì Grasso alla scoperta delle proprie radici poetiche. Il 17 febbraio, alle 16.30, la Sala conferenze della Biblioteca comunale di Piazza Tola ospiterà “La Festha di la Gòbbura”, un evento dedicato alla valorizzazione e al rilancio di una delle forme espressive più autentiche e amate della tradizione lo...