C'è un accordo politico e istituzionale sul futuro industriale del Nord Ovest della Sardegna. Ieri sera a Sassari, su convocazione del sindaco metropolitano Giuseppe Mascia, è stata tracciata la roadmap per il rilancio del territorio. Al tavolo hanno partecipato l'assessore regionale dell'Industria Emanuele Cani, il TIPS (Tavolo permanente delle istituzioni e parti sociali), i consiglieri metropolitani e i sindaci della zona.
Il documento condiviso individua due pilastri irrinunciabili: la riconversione della centrale termoelettrica di Fiume Santo, con il passaggio dal carbone al gas, e la riqualificazione delle aree del Consorzio Industriale per accogliere nuove attività produttive. Le filiere strategiche su cui puntare sono lo sviluppo dell'economia portuale, con un focus specifico sull'industria nautica, e le bonifiche dei terreni contaminati.
L'assessore Cani conferma l'impegno economico della Regione. «Il confronto odierno è stato molto positivo ed è la prosecuzione del lavoro avviato nei mesi scorsi verso il rilancio del polo industriale di Sassari e Porto Torres, a cui abbiamo già destinato 60 milioni di euro».
Sulla questione energetica, l'esponente della Giunta chiarisce i passaggi tecnici e politici. «Il contenuto del dpcm sulla metanizzazione è una premessa fondamentale verso la riconversione della centrale di Fiume Santo. Ora tutti i soggetti interessati, ognuno per la propria competenza, dovranno fare la propria parte affinché gli obiettivi strategici tracciati da questo documento possano trovare concreta attuazione. Come Regione garantiremo un aggiornamento costante anche nella sede di Sassari».
Resta irrisolto il nodo della chimica verde, su cui pesa il silenzio di Roma. «Ad oggi, non abbiamo ricevuto alcuna risposta da parte ministeriale – ha detto Cani – pertanto dobbiamo mobilitarci affinché le nostre richieste abbiano la dovuta considerazione dagli enti preposti».