Cagliari, via Quirra rischia la chiusura: stop a facchini e celle frigo

Dal 31 gennaio il mercato di via Quirra è rimasto senza braccia. Il servizio di facchinaggio, lo spostamento delle merci e, fatto ancora più grave, la gestione delle celle frigorifere sono stati interrotti. Un taglio netto, arrivato senza preavviso, che mette a rischio l'igiene dei prodotti e la sopravvivenza stessa della struttura in un quartiere popolare.

A sollevare il caso è Alessio Mereu, consigliere comunale di Fratelli d'Italia, che ha portato la questione in aula con un'interrogazione urgente. «Il servizio di facchinaggio, movimentazione merci e gestione delle celle frigorifere del mercato civico di via Quirra è stato sospeso il 31 di gennaio, senza alcuna comunicazione agli operatori».

La rabbia nasce dalla disparità di trattamento rispetto al mercato centrale. Le carte dicono che il servizio è stato prorogato fino al 31 ottobre 2026, ma solo per la struttura di Piazza Nazzari. Via Quirra è stata cancellata. Non solo: nel nuovo bando di gara, che scade il prossimo 13 febbraio, la voce relativa al mercato di Is Mirrionis non compare nemmeno.

«Come è possibile che il sindaco e la Giunta facciano finta di non sentire la disperazione di tanti operatori», attacca Mereu. «Chiediamo che a questi venga data voce al più presto e che si fughino i dubbi sul rischio delle mancanza di igiene nella movimentazione e conservazione delle merci».

Dietro il pasticcio amministrativo c'è una questione economica. Il precedente bando di gara, scaduto nell'ottobre 2025, era andato deserto. Nessuna offerta. La ditta uscente aveva spiegato al Comune che le tariffe proposte non coprivano i costi di gestione. La risposta dell'amministrazione è stata alzare la posta nel nuovo bando, ma riservando l'aumento e il servizio esclusivamente a Piazza Nazzari.

Sulla vicenda interviene anche Corrado Meloni, consigliere regionale di Fratelli d'Italia, che punta il dito contro le conseguenze sociali della scelta. «La scelta dell’Amministrazione Zedda appare come la morte annunciata di un mercato la cui vitalità rappresenta il fulcro per un quartiere popolare che non può essere abbandonato a se stesso».

Oltre ai disagi per i commercianti, c'è il dramma di chi quel lavoro lo faceva fisicamente. «Aggiungiamo la disperazione dei lavoratori del servizio sospeso che, da un giorno all'altro, si sono ritrovati senza lavoro, nell’indifferenza di una Sinistra che si riempie la bocca di diritti e citazioni gramsciane ma, per motivi poco chiari, lascia a casa padri di famiglia senza un briciolo di spiegazione».

Politica

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