Sicurezza, i conti non tornano. Di Nolfo: "Dal Governo solo annunci, zero agenti dall'ultimo corso"

Il consigliere di "Uniti per Todde" attacca Piantedosi citando i dati del sindacato Silp-Cgil. In Sardegna arrivano 85 poliziotti, insufficienti a coprire i pensionamenti. E dal 231° corso allievi: nessuno.

CAGLIARI – Tra la percezione della sicurezza e la realtà degli organici c'è di mezzo l'aritmetica. E i numeri, stando alla denuncia che arriva dal Consiglio regionale, smentiscono la narrazione ministeriale. Valdo Di Nolfo, del gruppo "Uniti per Todde", accusa il Governo Meloni e il Ministro Piantedosi di aver dimenticato la Sardegna nella ripartizione delle nuove forze di polizia, proprio mentre il nord dell'Isola fa i conti con una recrudescenza di attentati incendiari.

Il dato sindacale: zero rinforzi. La critica sui tabulati del Sindacato Italiano dei Lavoratori di Polizia (SILP-CGIL). La denuncia del sindacato «mette nero su bianco una verità ormai evidente: i rinforzi annunciati per la Sardegna sono del tutto insufficienti a compensare il numero di agenti che sono andati in pensione o trasferiti ad altra sede». Il dato più rilevante riguarda le nuove leve. A rendere il quadro ancora più grave è quanto evidenziato dal segretario generale regionale del SILP-CGIL, Alessandro Cosso: «agli uffici della Polizia di Stato della Sardegna non è stato assegnato nemmeno un agente del 231° corso Allievi Agenti, privando il territorio di un indispensabile ricambio generazionale».

Le conseguenze sul territorio. Il quadro descritto dal sindacato si inserisce in un contesto già segnato da forti criticità sul piano della sicurezza reale. Negli ultimi mesi, ad Alghero e Porto Torres, si sono moltiplicati episodi di incendi dolosi ai danni di luoghi e auto che hanno alimentato un crescente allarme sociale tra i cittadini confermando quanto la carenza di presidi e di personale incida sulla capacità di controllo del territorio.

L'attacco politico. Di Nolfo contesta la strategia del Viminale, accusandolo di propaganda. «I numeri confermano quello che denunciamo da tempo: quella del Governo e del ministro Piantedosi è una politica fatta di annunci e propaganda – dichiara il consigliere regionale Valdo Di Nolfo –. In Sardegna non arrivano nuovi agenti, mentre il corpo di polizia continua a invecchiare e a perdere personale. Dopo il clamore dell’interrogazione arrivata in Parlamento sugli episodi di Alghero e Porto Torres veramente la risposta del Governo è quella di non mandare agenti proprio dove sono state segnalate le emergenze? I sardi, gli algheresi e i turritani non si fanno prendere in giro dal Governo. La sicurezza non si garantisce distribuendo taser, inasprendo la stretta sui cittadini o inventando nuovi reati: senza assunzioni, senza ricambio generazionale e senza presidio umano dello Stato, si scaricano sui singoli operatori responsabilità enormi e si lascia il territorio più fragile».

Il saldo negativo. C'è poi la questione del saldo tra entrate e uscite. Secondo Di Nolfo, a questo schiaffo istituzionale alla Sardegna se ne aggiunge un secondo: le nuove assegnazioni di agenti da dislocarsi nei vari uffici della Polizia di Stato della Sardegna (il misero numero di 85 per per 1 milione e mezzo di abitanti) non coprono neanche il numero degli operatori collocati in quiescenza o trasferiti ad altra sede.

La questione carceraria. Infine, il consigliere tocca il tema del doppio standard applicato all'Isola: utile per i detenuti, dimenticata per la sicurezza dei cittadini. «Servono scelte serie, non annunci. Il Governo si assuma fino in fondo la responsabilità di garantire una sicurezza reale, partendo da un piano di assunzioni che assicuri il ricambio generazionale di cui la Polizia di Stato ha urgente bisogno -prosegue-. Non si può continuare a usare la Sardegna come territorio di confine, dove trasferire detenuti sottoposti al regime del 41 bis senza rafforzare adeguatamente organici e presidi di sicurezza: il Governo Meloni non può ricordarsi dell’Isola solo quando c’è da spostare detenuti usandola come colonia penale per poi voltarsi dall’altra parte quando si tratta di garantire protezione ai cittadini e a chi lavora ogni giorno in prima linea».

Politica