Crisi finanziaria alla Ceramica Mediterranea: in bilico 120 posti di lavoro

Vertice d'urgenza in Regione tra l'assessore Cani, l'amministratore delegato Mazhol e i sindacati. Tavolo aggiornato per le verifiche contabili. La Giunta: "Faremo il possibile per trattenere la produzione nell'Isola".

Cagliari – Cento buste paga dirette e una ventina legate ai servizi esterni col fiato sospeso. La Ceramica Mediterranea Spa di Guspini è in piena crisi finanziaria. Ieri mattina, negli uffici dell'Assessorato regionale all'Industria, si è aperto ufficialmente il tavolo tecnico per tentare di salvare l'azienda.

La fabbrica del Medio Campidano non è un'industria qualunque, ma un'anomalia produttiva positiva per l'Isola: è attiva da ben 25 anni ed è l'unica realtà in Sardegna a produrre grès porcellanato. Il grès porcellanato è una particolare ceramica a pasta compatta e dura, cotta a temperature altissime (intorno ai 1200 gradi). Viene utilizzata a livello globale per pavimenti e rivestimenti grazie alla sua estrema resistenza all'usura, agli urti e all'acqua. L'indotto (i 20 lavoratori indiretti citati) comprende invece tutte quelle ditte esterne che vivono grazie alla fabbrica principale, occupandosi ad esempio di trasporti, logistica o pulizie industriali.

Oggi, però, i conti non tornano più. Per analizzare la voragine finanziaria, l'assessore all'Industria Emanuele Cani ha convocato le segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil. A rappresentare i registri contabili e la proprietà si è seduto al tavolo l'amministratore delegato della società, Bernhard Mazhol.

L'esponente della Giunta regionale ha messo a verbale la volontà politica di intervenire per evitare l'ennesima chiusura nel tessuto industriale sardo, già duramente provato:

«Come istituzioni vogliamo continuare a sostenere un’azienda che ha creato lavoro nel nostro territorio per 25 anni, con una produzione che è unica nel suo genere in Sardegna. Come noto, la nostra politica è quella di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per trattenere le risorse produttive industriali presenti nel territorio regionale, pertanto anche in questo caso proveremo ad attivarci affinché questa azienda possa trovare una soluzione ai problemi illustrati questa mattina e continuare a produrre».

Il primo vertice si è concluso senza una soluzione definitiva, ma con un cronoprogramma di lavoro. La Regione, i sindacati e la proprietà hanno preso l'impegno di aggiornare il tavolo istituzionale non appena saranno concluse le rispettive verifiche tecniche e contabili. Solo numeri alla mano si potrà capire se e come lo Stato o la Regione potranno intervenire per garantire la continuità produttiva e salvare i 120 posti di lavoro di Guspini.

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