Alghero all'incasso: Piu porta 20 milioni e blinda il treno a idrogeno. "I critici? Rischiano di farci perdere tutto"

Report dei 18 mesi: fondi per case popolari, porto e incompiute. Sul porto la Regione avverte: "Senza Piano Regolatore non si va oltre la manutenzione". Il 2026 sarà l'anno dei cantieri.

ALGHERO – A Porta Terra piove denaro. O meglio, si raccolgono i frutti di una semina politica che vede l'asse tra il Comune di Alghero e l'Assessorato regionale ai Lavori Pubblici più solido che mai. Il bilancio dei primi 18 mesi di attività è una cifra tonda: 20 milioni di euro. Tanto vale il pacchetto di risorse atterrato sulla Riviera del Corallo per sbloccare incompiute storiche, rattoppare strade e dare un tetto a chi non ce l'ha.

Il Sindaco Raimondo Cacciotto e l'Assessore regionale alle opere pubbliche Antonio Piu, affiancati dal vicesindaco Francesco Marinaro, hanno snocciolato numeri e intenzioni. Alghero, dice Piu carte alla mano, è «uno dei comuni più virtuosi», capace di partecipare a 7 bandi su 8. Ma dietro i sorrisi, emergono i nodi politici veri: dal porto al contestato treno a idrogeno.

Il tesoretto: case e asfalto. La fetta più grossa della torta va all'edilizia popolare e alle manutenzioni. Dei 20 milioni totali, circa 6 milioni (5,9 per l'esattezza) sono destinati all'edilizia residenziale pubblica. Ci sono 1,7 milioni per i 20 alloggi di Carrabuffas e 2,7 milioni per rimettere in sesto gli immobili AREA che cadono a pezzi. Poi ci sono le eterne incompiute che provano a ripartire. Arriva 1 milione extra per la Circonvallazione (vittima del caro prezzi), 800 mila euro per l'Ex Cotonificio e altrettanti per il Palazzo Civico di via Columbano.

La grana del Porto. Sul tema del porto Piu è stato gelido e tecnico: i soldi per i porti ci sono (8,5 milioni stanziati), ma senza carte in regola non si costruisce nulla. «Alghero ha bisogno di approvare un piano regolatore che non ha». Senza quello, e senza il PUC, si faranno solo manutenzioni, niente grandi opere. «Chi fa i ragionamenti rispetto all'esigenza estemporanea... lo fa sapendo di mentire».

Treno a idrogeno: Piu tira dritto. Sulla questione del collegamento ferroviario Sassari-Alghero, l'Assessore regionale ha tolto i guanti. Rispondendo alle critiche dei comitati e degli ambientalisti (e indirettamente agli alleati di campo), Piu è stato netto: indietro non si torna. «L'aeroporto che soffre maggiormente in questo momento è l'aeroporto di Alghero... L'unico aeroporto in Sardegna che oggi non è collegato attraverso il treno». L'affondo è duro: «Nei vent'anni precedenti chi oggi fa una battaglia ambientalista non è stato in grado di dare a questo territorio un collegamento». Il rischio, avverte Piu, è perdere un finanziamento «monstre» da 245 milioni di euro, come già successo per la metropolitana di superficie a Sassari. «Il treno a idrogeno si fa e non si torna indietro». Come canta Fiorella Mannoia "Come si cambia, per non morire, come si cambia per ricominciare."

2026: l'anno dei cantieri. L'assessore alle opere pubbliche Marinaro ha fissato il calendario. Il 2026 «sarà l'anno in cui si completeranno molti cantieri». Si parte con lo sport: copertura dei campi da tennis, lavori al campo del Carmine (dal 20 febbraio) e interventi sul rugby. Per lo stadio Mariotti, l'obiettivo è ambizioso quanto rischioso: renderlo fruibile per il prossimo campionato, magari inaugurandolo con una partita «tra amministratori e giornalisti». Resta il nodo della piscina coperta: ci sono due proposte sul tavolo, gli uffici stanno valutando. E sul "Palazzo dei Congressi", l'eterna incompiuta? La Regione si chiama fuori e passa la palla al Comune: «Noi siamo in una fase di ascolto... il Comune abbia la priorità decisionale». Come a dire: decidete cosa farne, poi noi (forse) paghiamo.

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