Alghero, le Pari Opportunità non sono un accessorio. Via libera unanime al nuovo regolamento: "Donne al centro, ma porte aperte agli uomini"

Il Consiglio approva la riforma della Commissione: sarà composta da 9 membri, per due terzi donne. Cacciotto: "Laboratorio di idee per una città che cambia". Piccone: "Atto politico, le politiche di genere sono strutturali".

ALGHERO – Ci sono regolamenti che servono a gestire l'ordinario e altri che provano a disegnare il futuro. Quello approvato mercoledì scorso dal Consiglio Comunale di Alghero, con un voto all'unanimità che di questi tempi è già una notizia, appartiene alla seconda categoria. La Commissione Pari Opportunità (CPO) cambia pelle, si aggiorna e ribadisce un concetto semplice ma rivoluzionario: la parità non è una gentile concessione, ma una leva per la qualità della vita di tutti.

Il nuovo testo definisce un organismo consultivo e propositivo che guarda in faccia la realtà: l'obiettivo è «rimuovere gli ostacoli alla partecipazione paritaria di donne e uomini in tutti gli ambiti della società» ed eliminare quelle «barriere economiche, sociali, culturali e istituzionali» che ancora oggi frenano troppe carriere e troppe vite.

La visione del Sindaco Per il Primo Cittadino, Raimondo Cacciotto, non si tratta di un adempimento burocratico, ma di interpretare lo spirito del tempo. “Dobbiamo farci promotori di un cambiamento, in linea coi tempi, in cui le donne ricevano il giusto rispetto e riconoscimento, alla pari degli uomini, in tutti i contesti della vita, sia privati che professionali”, commenta il Sindaco. Alghero non è ferma e la Commissione deve correre alla stessa velocità: “Alghero è una città in movimento, che cambia. Una città che vive trasformazioni sociali, demografiche, culturali. E una Commissione che riflette questa ricchezza può essere davvero un laboratorio di idee, di progetti, di visione”.

Le regole: quote e tempi La politica ha fissato paletti precisi. La nuova CPO sarà costituita entro tre mesi dall'esecutività del regolamento e resterà in carica per l'intero mandato del Sindaco. Sarà composta da un numero massimo di 9 membri, con una clausola di salvaguardia fondamentale: almeno i 2/3 dovranno appartenere al genere femminile. Tuttavia, non sarà un club esclusivo: la presenza maschile è prevista e voluta per evitare che il dibattito resti confinato in una "riserva".

Sanna e Piccone: "Politiche strutturali" L'Assessora con delega alle Pari Opportunità, Raffaella Sanna, sottolinea proprio l'importanza della composizione mista. “Una CPO autorevole e coerente nelle sue finalità contribuisce a rendere più efficaci ed eque le politiche comunali in ambito sociale, culturale, lavorativo e formativo”, spiega l'Assessora, aggiungendo che “la presenza di rappresentanze femminili e maschili sarà fondamentale per un dialogo costruttivo che aiuti a comprendere gli ostacoli attuali che minano le pari opportunità e a trovare insieme le modalità e le soluzioni per superarli”.

A chiudere il cerchio è Giusy Piccone, presidente della I Commissione Consiliare che ha guidato i lavori di stesura. La sua è una rivendicazione politica alta: il nuovo regolamento “è un atto politico perché afferma un principio: le politiche di genere non sono accessorie, ma strutturali. Sono parte integrante del buon governo e del benessere della comunità”. Insomma, superare gli stereotipi e favorire la conciliazione tra vita e lavoro non sono più optional, ma doveri di chi amministra.

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