Mentre la politica spesso si accapiglia sulle poltrone, c'è un nodo che rischia di strangolare l'economia sarda nel silenzio generale: il costo per spostare le merci. Se viaggiare è un diritto, spedire un prodotto dalla Sardegna al continente (o viceversa) sta diventando un lusso. In questo scenario, dove i rincari marittimi mordono le caviglie delle imprese, arriva una proposta che spariglia le carte: usare i risparmi della continuità aerea per finanziare quella marittima delle merci.
A rilanciare l'idea, avanzata originariamente da Confapi Sardegna, è Ugo Cappellacci, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari Sociali della Camera. L'esponente azzurro non si limita a un plauso di circostanza, ma entra nel merito di una soluzione tecnica che potrebbe dare ossigeno immediato al comparto.
«La proposta avanzata da Confapi Sardegna di istituire un fondo pubblico a sostegno dell’autotrasporto, attraverso l’utilizzo dei risparmi derivanti dalla continuità territoriale aerea, rappresenta un contributo serio e concreto al dibattito su uno dei principali fattori di svantaggio strutturale dell’economia sarda: il costo dei trasporti delle merci», dichiara Cappellacci.
Il ragionamento è pragmatico: se avanzano denari dai voli (spesso per bandi andati deserti o ribassi), perché lasciarli nel cassetto invece di usarli per calmierare i noli navali? Anche perché la tempesta perfetta è già arrivata: «L’entrata in vigore delle nuove tariffe marittime, con rincari significativi, unita agli oneri legati al sistema ETS e alla carbon tax, rischia di produrre effetti rilevanti sulla competitività delle imprese isolane, incidendo in modo particolare sulle filiere agricole, manifatturiere e produttive».
Per l'ex Governatore, la politica dei trasporti deve uscire dall'equivoco che la "continuità" serva solo ai passeggeri. «In questo contesto – prosegue – l’idea di vincolare risorse disponibili a un fondo dedicato alla continuità territoriale delle merci appare coerente con l’esigenza di interventi mirati, capaci di compensare i maggiori costi derivanti dall’insularità e di garantire pari condizioni di accesso ai mercati. La continuità territoriale non può essere limitata alla sola mobilità delle persone: deve includere in modo strutturale anche il trasporto delle merci, che rappresenta una componente essenziale per la tenuta del sistema economico regionale».
La palla ora passa alla Giunta regionale. Cappellacci invita l'esecutivo a non lasciar cadere la proposta nel vuoto. «È auspicabile che la Regione Sardegna valuti con attenzione questa proposta e avvii rapidamente un confronto operativo con le rappresentanze produttive e gli attori del sistema della logistica, affinché soluzioni concrete possano essere tradotte in scelte amministrative efficaci e tempestive».
Il tempo delle analisi, lascia intendere il deputato, è finito. «Il superamento degli svantaggi legati all’insularità richiede programmazione, responsabilità e capacità di decisione. Le proposte sul tavolo indicano una direzione chiara: ora è necessario passare alla fase attuativa». I camionisti e gli imprenditori sardi attendono, col tassametro che corre.