Noi camminiamo in Sardegna, il gran finale a Bosa: 500 partecipanti e 17 itinerari

  Dal 2 al 4 ottobre la città sul Temo ospiterà le giornate conclusive della quinta edizione. Sabato 3 la camminata pubblica di dieci chilometri, da piazza IV Novembre a via delle Conce BOSA – Per tre giorni Bosa diventerà il punto d’arrivo della Sardegna percorsa a piedi. Dal 2 al 4 ottobre vi confluiranno gli oltre 500 partecipanti di Noi camminiamo in Sardegna, impegnati dal 30 settembre lungo 17 itinerari e in più di 70 Comuni. Sabato 3 ottobre toccherà anche al pubblico, con una camminata gratuita di circa dieci chilometri. Quella del 2026 sarà la quinta edizione del progetto promosso dall’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio. Il turismo lento, al netto della formula ormai frequente nei programmi istituzionali, significa una cosa piuttosto semplice: conoscere un territorio senza attraversarlo di corsa, mettendo insieme paesaggio, storia, ospitalità e comunità locali. Secondo il programma ufficiale dell’iniziativa, gli itinerari coinvolgeranno otto Cammini di Sardegna e otto Destinazioni turistiche di pellegrinaggio. A questi si aggiungerà, per la prima volta, un percorso sperimentale in bicicletta sulle tracce del patrimonio romanico del Meilogu. 

  L’obiettivo dichiarato è portare visitatori anche nei territori interni e fuori dai mesi tradizionalmente legati alle vacanze balneari. È la cosiddetta destagionalizzazione: distribuire le presenze durante l’anno, evitando che il turismo sardo viva soltanto nella breve fiammata dell’estate. Tutti i gruppi si ritroveranno a Bosa per le giornate conclusive. Il 2 ottobre, nell’ex convento dei frati Cappuccini, è prevista una tavola rotonda moderata dalla giornalista Rai Lorena Bianchetti, con la partecipazione di operatori e rappresentanti delle istituzioni. Durante l’incontro dovrebbe essere presentato un protocollo d’intesa, cioè un accordo tra enti per coordinare la promozione dei cammini su scala nazionale. Il momento aperto a tutti sarà la camminata di sabato 3 ottobre. Il ritrovo è fissato dalle 8 in piazza IV Novembre. Il percorso, inserito nel Cammino delle Cento Torri, salirà verso il colle di Poggio Columbu e attraverserà Cane Malu e Cala ’e Moru. Il rientro seguirà il corso del Temo fino alla storica via delle Conce, sotto il Castello di Serravalle. La partecipazione è gratuita, ma è necessaria l’iscrizione attraverso il modulo predisposto dagli organizzatori. Agli iscritti sarà consegnato un kit e, al termine del percorso, verrà offerto il tradizionale pranzo del pellegrino. La sera del 3 ottobre il programma proseguirà con un incontro condotto dal giornalista Massimiliano Ossini, dedicato alle esperienze maturate lungo gli itinerari. Domenica 4 sono invece previsti un workshop e un educational tour: incontri professionali e visite riservate agli operatori selezionati, pensati per mettere in relazione l’offerta dei territori con chi organizza e promuove i viaggi. Per il sindaco Alfonso Marras, l’appuntamento dovrà servire anche a consolidare il ruolo turistico della città: «Bosa è orgogliosa di ospitare l’appuntamento conclusivo di “Noi Camminiamo in Sardegna”. 

  È un evento importante, che ci permette di valorizzare il nostro territorio e di inserirlo pienamente nel racconto dei cammini, del turismo lento e delle esperienze autentiche che la Sardegna può offrire». «Per noi questo appuntamento rappresenta anche un’opportunità concreta: promuovere un turismo sostenibile e di qualità, capace di destagionalizzare le presenze, creare relazioni tra territori e offrire nuove occasioni di crescita per la nostra comunità. E proprio con questo spirito, e con l’intento di migliorare l’offerta turistica, l’Amministrazione comunale ha dato vita nel dicembre 2024 alla Fondazione Bosa, un ente istituito con lo scopo di gestire e valorizzare il nostro patrimonio culturale, allargando la visione turistica a una vera e propria esperienza nel territorio». Anche l’assessore comunale al Turismo, Marco Naitana, lega la manifestazione alla possibilità di far vivere Bosa oltre la stagione estiva: «Il turismo lento è una delle direttrici su cui Bosa vuole puntare per costruire una destinazione sempre più sostenibile e capace di vivere oltre la stagione estiva. Il nostro patrimonio ambientale, storico e culturale ci permette di proporre un’esperienza autentica dodici mesi l’anno, e su questo vogliamo continuare a investire». «Ospitare a Bosa il momento conclusivo di “Noi Camminiamo in Sardegna” significa anche produrre una ricaduta concreta sul territorio: centinaia di partecipanti, strutture ricettive occupate, attività commerciali e ristorazione coinvolte. Sono eventi di questo tipo che ci aiutano ad allungare la stagione e a portare economia a Bosa nei periodi di spalla, trasformando la destagionalizzazione da obiettivo a risultato concreto». I “periodi di spalla” citati dall’assessore sono i mesi immediatamente precedenti o successivi all’alta stagione, quando alberghi, ristoranti e attività lavorano generalmente meno. È lì che Bosa vuole provare a portare una parte dei nuovi flussi. L’effetto economico indicato dall’Amministrazione potrà essere misurato soltanto dopo la manifestazione. Intanto la città si prepara ad accogliere il lungo arrivo dei camminatori. L’ambizione è che, finiti i passi e ripartiti gli ospiti, sul territorio rimanga qualcosa di più delle impronte.

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