Il sipario della nuova Champions League si alza ufficialmente e lo fa portando in dote una rivoluzione ormai consolidata nel formato, ma arricchita da scenari e incroci inediti. Il fascito della coppa dalle grandi orecchie torna a infiammare le serate europee con trentasei squadre inserite in un’unica maxi-classifica, un girone unico in cui ogni formazione è chiamata a disputare otto partite iniziali, due contro avversarie di ciascuna delle quattro fasce, alternando casa e trasferta senza sconti e senza incroci nazionali preventivi. Ai nastri di partenza, i riflettori dei pronostici non possono che puntare sul Paris Saint-Germain, autentico dominatore delle ultime due edizioni e logico favorito d'obbligo. Alle spalle dei parigini, il plotone delle grandi pretendenti al trono europeo si muove sui binari consueti: le corazzate della Premier League inglese, la potenza perenne del Bayern Monaco, l'eterno Real Madrid che ripropone il fascino del "Mourinho-bis" in panchina, e un Barcellona sempre più farcito di talento purissimo, con il giovane fenomeno Lamine Yamal pronto a illuminare la scena continentale. In questo palcoscenico stellare, l'Italia schiera al via un “poker” di squadre di primissima fascia, distribuite strategicamente nei vari cesti del sorteggio e pronte a recitare un ruolo da protagoniste, pur tra mille insidie. L'Inter si siede al tavolo dei grandi partendo dalla prima fascia. Forte di un “ranking” europeo eccellente e reduce da uno “score“ straordinario che l'ha vista disputare due finali negli ultimi tre anni, la formazione nerazzurra rappresenta il baluardo del calcio italiano. Ma la nuova formula non ammette calcoli: la prima fascia nasconde insidie mastodontiche, potendo pescare due “top club“ dal medesimo raggruppamento, tra cui i campioni del Psg, il Bayern, il Real Madrid, il Liverpool, il Manchester City, l'Arsenal, il Barcellona e l'Atletico Madrid. A completare il quadro delle italiane c'è il gradito ritorno della Roma, inserita in seconda fascia sotto la guida di Gianluca Gasperini. I giallorossi ritrovano la massima competizione europea dopo un'assenza di sette anni, pronti a misurarsi con i palcoscenici che contano. Nel loro percorso in seconda fascia figurano ostacoli durissimi come il Borussia Dortmund, lo Sporting Lisbona, l'Aston Villa, il Porto e il Manchester United, con il Club Brugge che rappresenta sulla carta l'opzione più morbida per muovere la classifica. Sale l'adrenalina anche per il Napoli, confinato in terza fascia. Gli azzurri, affidati alla guida esperta di Massimiliano Allegri, tecnico dal glorioso passato europeo e due volte finalista con la Juventus, hanno l'imperativo categorico di cancellare l'amarezza della passata stagione, chiusa prematuramente nella prima fase del torneo. Nel cesto del Napoli figurano mine vaganti e trasferte caldissime come quelle contro Feyenoord, Lille, Lipsia, Villarreal, Galatasaray e Fenerbahce, campi tradizionalmente ostici per qualsiasi formazione continentale.
Ma la vera e affascinante favola di questa edizione porta dritta sulle sponde del lago di Como. Il Como di Cesc Fabregas si presenta ai nastri di partenza come la vera e propria Cenerentola del sorteggio. Alla prima, storica partecipazione alla Champions League della sua storia, la compagine lariana parte dalla quarta fascia, pronta a vivere un sogno ad occhi aperti. L'eventualità di ospitare allo stadio Sinigaglia i campioni del Real Madrid, del Barcellona o del Paris Saint-Germain non costituisce più una semplice suggestione romantica, ma una concreta e spettacolare realtà da gustare minuto per minuto. Il pericolo pubblico numero uno per tutte le compagini italiane, tuttavia, arriva Oltremanica. La “Premier League” cala infatti un “pokerissimo” di cinque squadre distribuite tra prima e seconda fascia, un blocco di corazzate inglesi ad altissima intensità fisica e tecnica che promette di alzare vertiginosamente l'asticella della difficoltà fin dal primo pallone calciato in questa nuova, imprevedibile avventura europea.