Il conto per i padroni distratti: a Castelsardo multe a tre zeri contro il randagismo

A Castelsardo l'educazione civica si insegna mettendo mano al tariffario. Dal prossimo 3 settembre, chi scambia le strade del borgo per un pascolo dove lasciar scorrazzare il proprio cane senza guinzaglio o senza documenti, andrà incontro a sanzioni pensate per lasciare il segno.

Il consiglio comunale ha approvato un nuovo regolamento che, attraverso undici articoli, prova a mettere ordine in una materia cronicamente ostica: la convivenza tra gli animali d'affezione, la decenza dei marciapiedi e la sicurezza dei cittadini. In termini pratici, l'amministrazione ha deciso di colpire alla radice il randagismo – vero o presunto tale – agendo sulla leva più sensibile di tutte, ovvero il portafoglio dei proprietari.

Le cifre fissate dalla delibera non ammettono distrazioni. Chi viene sorpreso con un cane sprovvisto del microchip obbligatorio rischia una multa fino a 1.000 euro. Se all'animale manca l'iscrizione all'anagrafe canina, la sanzione arriva a 900. Il conto si fa ancora più pesante per l'omessa custodia: lasciar vagare il cane da solo per le vie del paese costa fino a 600 euro, ma se la bestiola risulta anche priva di tracciamento elettronico, la multa raddoppia e tocca quota 1.200 euro. Nel mirino finiscono inevitabilmente anche le più classiche infrazioni quotidiane: passeggiare senza guinzaglio può costare 300 euro, mentre chi finge di non vedere le deiezioni del proprio cane rischia di sborsarne 500.

La necessità della stretta, come precisa la sindaca Maria Lucia Tirotto, nasce dall'urgenza di ripristinare il rispetto per l'ambiente urbano e tutelare l'incolumità pubblica. Il quadro clinico della situazione lo fornisce l'assessora alla Polizia locale, Grazia Lorenzoni, puntando il dito contro le continue segnalazioni di animali lasciati vagabondare incustoditi, frutto della negligenza di chi dovrebbe occuparsene.

Un malcostume che, fino a oggi, ha prodotto un doppio danno: da una parte le criticità sul fronte dell'igiene urbana, dall'altra un costante esborso per le casse del municipio, costretto ad accollarsi le spese di recupero, trasporto e mantenimento degli animali nelle strutture di custodia. Dal 3 settembre, il costo di queste disattenzioni si sposterà direttamente sulle tasche di chi se ne rende responsabile.

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