La Giunta sblocca le procedure per costituire l'ente pubblico. Gli impianti rinnovabili sorgeranno sui terreni di proprietà di viale Trento. L'assessore Cani: "Scopo del progetto è calmierare i costi".
La Giunta regionale accelera sulla creazione di una compagnia elettrica pubblica in salsa sarda. Su proposta dell'assessore dell'Industria Emanuele Cani, l'esecutivo ha approvato l'avvio delle operazioni pratiche necessarie a fondare la Società Energetica della Sardegna. L'operazione, inserita nel Programma di Sviluppo 2024-2029, serve a trasformare l'amministrazione in un produttore e gestore diretto, inserendosi materialmente nel mercato della transizione ecologica.
Il piano industriale poggia sulle proprietà immobiliari dell'ente. I prossimi passaggi tecnici serviranno infatti a mappare i terreni già nella disponibilità della Regione, per verificare le condizioni sul campo e la capacità produttiva necessaria all'installazione di nuovi impianti alimentati da fonti rinnovabili. Il perimetro dell'operazione lo delinea l'assessore Cani: «La Società Energetica regionale è lo strumento attraverso cui vogliamo dare alla Sardegna la possibilità di valorizzare le proprie risorse per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Il suo scopo è quello di promuovere l’indipendenza energetica, incentivare le fonti rinnovabili e calmierare i costi delle bollette per cittadini e imprese».
Per costruire le infrastrutture e avviare la produzione servirà liquidità immediata. La delibera autorizza l'utilizzo di una quota dei fondi già stanziati con la legge regionale 20 del 2024. Questi capitali andranno a coprire esclusivamente i costi di realizzazione degli impianti eolici o solari, destinati a diventare il patrimonio materiale e l'asset principale della nascente società. La cassa di partenza potrà poi essere irrobustita intercettando ulteriori linee di credito e finanziamenti in arrivo dai ministeri o dall'Unione Europea.