La Sardegna finanzia la nuova radiografia del suo sottosuolo: approvato lo stanziamento per la carta geologica regionale

Il Consiglio regionale assegna settecentocinquantamila euro all'Arpas per mappare il territorio e aggiornare il Piano Paesaggistico. L'Ordine dei geologi rivendica il risultato istituzionale ottenuto chiudendo un accordo trasversale tra giunta e università.

L'amministrazione regionale sarda sblocca i fondi pubblici per mappare le fondamenta fisiche dell'isola. All'interno della manovra di variazione del bilancio discussa a Cagliari, il Consiglio ha approvato un emendamento specifico che trasferisce settecentocinquantamila euro nelle casse dell'Arpas, l'agenzia regionale per la protezione ambientale che svolge operativamente anche le funzioni di Servizio Geologico. Lo stanziamento, che verrà erogato in tre quote da duecentocinquantamila euro all'anno per il triennio compreso tra il 2026 e il 2028, servirà a finanziare l'aggiornamento della Carta Geologica di base della Sardegna.

La redazione di questo documento, costruito su una scala di uno a venticinquemila, non rappresenta un mero esercizio accademico, ma costituisce lo strumento tecnico e legale indispensabile per governare l'urbanistica, capire dove e come si può costruire e prevenire frane, alluvioni e dissesti idrogeologici. L'obiettivo pratico dell'operazione è duplice. Da un lato la Regione deve integrare i propri rilievi territoriali all'interno del Carg, il progetto nazionale di cartografia geologica che mappa l'intera penisola. Dall'altro, i fondi serviranno a costruire un archivio digitale consultabile e allineato agli standard di sicurezza nazionali dettati dall'Ispra, l'istituto superiore per la ricerca ambientale. Questa nuova radiografia del suolo fornirà inoltre la base scientifica obbligatoria per poter aggiornare ed estendere a tutta l'isola il Piano Paesaggistico Regionale, il documento normativo che detta le regole di edificabilità e i vincoli di tutela in Sardegna.

L'iniezione di capitali nasce da un pressing diretto dell'Ordine dei Geologi della Sardegna, che ha costruito l'impalcatura tecnica della proposta per poi portarla sui tavoli della politica. L'ente professionale rivendica apertamente il successo dell'operazione, delineandola come il frutto di un asse istituzionale che ha allineato gli uffici della giunta guidata da Alessandra Todde, la presidenza del Consiglio regionale, i vertici direttivi dell'Arpas e il dipartimento di Scienze Geologiche dell'Università di Cagliari. Un passaggio burocratico facilitato dal supporto degli assessori Giuseppe Meloni al Bilancio e Rosanna Laconi all'Ambiente, insieme alla sponda d'aula fornita dal consigliere Salvatore Corrias per superare l'esame dell'assemblea.

I professionisti del settore chiudono la partita offrendo la propria struttura per la realizzazione pratica del censimento territoriale. «Questo traguardo dimostra come il dialogo costruttivo tra professionisti, istituzioni e mondo della ricerca porti benefici concreti alla collettività, lo studio geologico rappresenta la base conoscitiva insostituibile per decifrare l'identità del territorio, garantendo una pianificazione consapevole ed una tutela lungimirante dell'ambiente e del paesaggio», si legge nella nota ufficiale diramata dall'Ordine. Il direttivo ribadisce infine l'intenzione di affiancare l'amministrazione nelle fasi di analisi del suolo senza modificare l'assetto operativo previsto dall'emendamento: «Confermiamo la nostra piena disponibilità a collaborare con l'ARPAS e la Regione Sardegna, garantendo il massimo supporto affinché il progetto possa raggiungere il risultato atteso.»

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