Il governo peruviano sospende i voli della compagnia dopo l'allarme lanciato dal pilota. L'assenza della scatola nera a bordo complica le indagini, gli inquirenti valutano il guasto tecnico, l'errore umano e le raffiche di vento.
Un incidente aereo in territorio peruviano ha causato la morte di tredici persone, cancellando l'intero equipaggio e i passeggeri a bordo. Tra le vittime del disastro figurano sette cittadini italiani, il cui scatto fotografico di gruppo realizzato poco prima delle procedure di imbarco ha iniziato a circolare rapidamente sulle piattaforme social nelle ore immediatamente successive alla tragedia. Le autorità istituzionali del Perù sono intervenute sul fronte amministrativo disponendo la sospensione immediata di tutte le operazioni di volo della compagnia aerea coinvolta, bloccando di fatto i restanti velivoli a terra in attesa delle verifiche di sicurezza.
La dinamica dello schianto rimane al momento priva di contorni definiti, una difficoltà investigativa aggravata dalla totale assenza a bordo del velivolo della scatola nera, il dispositivo corazzato progettato per registrare i parametri tecnici di volo e le conversazioni in cabina. La mancanza di questo strumento primario impedisce agli inquirenti di acquisire la telemetria esatta della navigazione, costringendo i periti a ricostruire la traiettoria di caduta basandosi esclusivamente sui rilievi a terra. L'unico elemento certo acquisito dall'inchiesta è il disperato messaggio di allarme trasmesso dal pilota via radio pochi istanti prima che l'aereo perdesse quota e si schiantasse fatalmente al suolo.
Senza i dati strumentali a supporto, le squadre di indagine lavorano su un perimetro di ipotesi che intreccia i fattori ambientali con la conduzione materiale del velivolo. Sotto la lente degli esperti ci sono le condizioni meteorologiche avverse che hanno interessato l'area di volo, caratterizzate da violente raffiche di vento capaci, nei giorni precedenti all'incidente, di sradicare e provocare la caduta di alcuni alberi. Il fascicolo d'indagine mantiene parallelamente aperta la pista dell'errore umano, vagliando le possibili manovre non corrette eseguite da chi si trovava ai comandi dell'aereo durante le concitate fasi dell'emergenza in quota.