L'amministrazione cittadina sposta i vincoli da 8,5 ettari di aree ormai urbanizzate a 15 ettari della storica pineta litoranea. Il Gruppo d'Intervento Giuridico elogia l'operazione come unico strumento legale per sanare il passato e proteggere l'ambiente, attaccando duramente le recenti proposte di revisione del Consiglio Regionale.
ALGHERO – Risolvere le problematiche urbanistiche ereditati dal passato e, contemporaneamente, ampliare la tutela del patrimonio naturale. È questo il duplice obiettivo della delibera approvata a maggioranza qualificata dal Consiglio comunale di Alghero (la n. 61 del 15 luglio 2026). L'amministrazione della Riviera del Corallo ha infatti formalizzato una proposta per il "trasferimento dei diritti di uso civico". Significa spostare un vincolo di intoccabilità pubblica da terreni che ormai di naturale non hanno più nulla, applicandolo su aree di reale pregio paesaggistico.
Il demanio civico è un patrimonio inalienabile appartenente alla collettività dei cittadini. Storicamente (nel caso di Alghero i decreti risalgono al 1932 e al 1942, per un totale di oltre 683 ettari), questi diritti venivano applicati a terreni destinati al pascolo o al legnatico. Con l'espansione urbanistica degli ultimi decenni, molte di queste aree sono state irreversibilmente trasformate, pur mantenendo formalmente il vincolo.
Tra queste figurano luoghi simbolo di Alghero: il Parco comunale "Manno", il Lungomare Dante (inclusa una parte dell'ex locale Caval Marì), il Lungomare Valencia, il Colle del Trò, il belvedere Mirador Giuni Russo, l'ex Asilo "Sella" (oggi Dipartimento di Architettura) e perfino il distributore di carburanti allo Scalo Tarantiello.
L'operazione varata dal Comune prevede di "liberare" queste aree (circa 86.383 metri quadri, pari a 8,5 ettari) permettendone la regolarizzazione amministrativa. In cambio, il vincolo di uso civico – e la conseguente tutela ambientale assoluta – viene trasferito su una superficie quasi doppia: 149.949 metri quadri (quasi 15 ettari) della Pineta costiera sulle dune di Maria Pia, un sito di inestimabile valore ecologico.
La procedura entra ora in una fase di esame pubblico di 30 giorni per eventuali osservazioni, al termine dei quali spetterà alla Regione Autonoma della Sardegna il varo del provvedimento definitivo.
A monitorare da vicino l'operazione è il Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG), storica associazione ecologista da decenni in prima linea per la salvaguardia dei domini collettivi (che in Sardegna coprono oltre 300mila ettari, circa il 13% del territorio isolano).
Per il presidente del GrIG, Stefano Deliperi, la strada intrapresa da Alghero – già seguita da numerosi altri comuni sardi, da Oristano a Lanusei – è «la strada per reintegrare i demani civici e risolvere tante situazioni relative a trasformazioni irreversibili avvenute da tempo».
Il comunicato dell'associazione ambientalista si trasforma però rapidamente in un duro attacco politico contro il Consiglio Regionale della Sardegna. Il GrIG punta il dito contro la risoluzione (la n. 5/XVII) approvata il 26 novembre 2025, che proponeva di avviare un nuovo processo di mappatura dei terreni gravati da uso civico attraverso un'interlocuzione diretta con le comunità locali.
Per Deliperi si tratta di un'idea "assurda" e di una "folle intenzione" che, dietro la facciata del dialogo con i cittadini, celerebbe l'obiettivo di «cercare di sanare occupazioni illegittime e speculazioni». Il riferimento storico usato dal GrIG è pesante: l'associazione promette battaglia per «evitare qualsiasi nuovo sciagurato Editto delle Chiudende sotto qualsiasi forma», richiamando la legge del 1820 che autorizzò la recinzione delle terre comuni in Sardegna, stravolgendo l'assetto sociale e agropastorale dell'epoca.
A sostegno di questa battaglia, il GrIG ha lanciato una petizione popolare online per invitare i cittadini a mobilitarsi a difesa delle terre collettive, ribadendo che tali beni sono per legge "inalienabili, indivisibili, inusucapibili e imprescrittibili", vincolati a una perpetua destinazione agro-silvo-pastorale e protetti dal vincolo paesaggistico.