Un’ondata di calore può mettere in difficoltà una persona fragile, un allevamento, una coltivazione. Lo stesso fenomeno produce danni diversi secondo chi incontra e quanto è vulnerabile. Da questa differenza parte il lavoro dei diciotto Comuni del Barigadu e del Guilcer, che oggi, 2 ottobre, aprono a Busachi il confronto pubblico sul proprio Piano di adattamento ai cambiamenti climatici.
L’appuntamento è nella sede dell’Unione dei Comuni del Barigadu, in località Giogantine. Sul tavolo ci sono i risultati dell’analisi dei rischi e le prime ipotesi di intervento. Adattamento, in questo caso, significa preparare il territorio alle conseguenze del clima che cambia, individuando dove i danni possono essere maggiori e quali scelte possono contenerli.
Il piano, finanziato dall’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente e affidato per la redazione a Rete Gaia Srl, riguarda entrambe le Unioni, con il Barigadu come capofila. L’incontro è aperto ai soggetti pubblici e privati del territorio e coinvolge amministratori, strutture tecniche, associazioni di categoria e rappresentanti regionali.
«Il clima cambia per tutti, ma non colpisce tutti allo stesso modo. Il piano serve a capire dove e perché il rischio è più alto e a scegliere insieme agli amministratori, agli operatori e ai cittadini le leve sulle quali i Comuni possono concretamente intervenire», dichiarano concordi i Presidenti dell’Unione dei Comuni del Barigadu Giampaolo Loi e dell’Unione dei Comuni del Guilcer Salvatore Pes.
Per capire il rischio occorre tenere insieme tre elementi: il fenomeno climatico che può causare danni, le persone e i beni esposti, la loro vulnerabilità, cioè quanto possono soffrirne e quanto sono in grado di affrontarlo. È il metodo adottato dall’IPCC, il gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico, sul quale si basa l’analisi.
Lo studio prende in esame abitati e infrastrutture, agricoltura e allevamento, ambienti naturali. Considera ondate di calore, siccità, incendi, alluvioni e frane. Secondo la sintesi diffusa nel comunicato, le proiezioni per il periodo 2021–2050 indicano temperature più alte, ondate di calore più persistenti, maggiore pressione della siccità legata all’evaporazione e precipitazioni estreme più intense.
Il rischio legato al caldo è previsto in crescita in tutti i sistemi analizzati. La siccità risulta già una criticità diffusa, con alcune aree maggiormente esposte. Individuare queste differenze dovrà consentire ai Comuni di stabilire le priorità degli interventi.
Barigadu e Guilcer sono stati scelti, in coordinamento con la Protezione civile regionale, come caso pilota. L’obiettivo è utilizzare gli scenari climatici nella pianificazione della protezione civile, per poi estendere l’esperienza ad altri territori della Sardegna.
«La presenza di amministratori, tecnici, enti e rappresentanti delle categorie del territorio – sottolinea l’Assessora della difesa dell’ambiente Rosanna Laconi - conferma quanto l’adattamento ai cambiamenti climatici richieda competenze diverse e una responsabilità condivisa. L’obiettivo è partire dalla Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici e tradurla in scelte concrete a livello locale, andando oltre la sola analisi del clima per individuare i rischi specifici dei territori e definire misure operative di prevenzione, preparazione e adattamento. La finalità del nostro finanziamento, infatti, è di identificare le modalità di integrazione degli scenari climatici nel piano di protezione civile di ambito ed estendere la buona pratica a tutta la Regione.»
Le misure devono ancora essere definite. Dopo Busachi seguiranno incontri con cittadini, agricoltori, allevatori, operatori turistici e tecnici degli enti locali. Una successiva fase di progettazione condivisa servirà a individuare l’azione pilota. Le osservazioni raccolte entreranno nel piano d’azione: il passaggio nel quale l’analisi dovrà diventare una scelta su che cosa fare, dove e con quali priorità.