Porto Torres vara la stretta contro il degrado urbano e costiero: vietati fumo in spiaggia, accampamenti e bivacchi

Fino al 31 ottobre 2026 nuove regole per il decoro: multe fino a 500 euro per chi sporca, ostacola l'accesso ai disabili o usa impropriamente il suolo pubblico.

Il sindaco di Porto Torres, Massimo Mulas, ha firmato due nuove ordinanze, la numero 24 e la numero 25, per regolamentare l'uso delle spiagge e tutelare il decoro urbano durante l'intera stagione estiva. I due provvedimenti, entrati in vigore con effetto immediato, resteranno validi fino al 31 ottobre 2026. L'obiettivo dichiarato dall'amministrazione comunale è quello di proteggere l'ecosistema cittadino e contrastare i comportamenti che minacciano la salute pubblica e la sicurezza urbana, puntando su norme di comportamento rigorose.

L'ordinanza sulla fascia costiera impone regole ferree per chi frequenta i litorali. È scattato il divieto assoluto di fumare in spiaggia, che include anche le sigarette elettroniche e i dispositivi a tabacco riscaldato, relegando i fumatori alle sole aree appositamente attrezzate o al di fuori dell'arenile, con l'obbligo di non disperdere i mozziconi. L'amministrazione ha posto una forte attenzione sui diritti delle persone con disabilità, vietando di occupare in qualsiasi modo le passerelle in legno e gli scivoli che portano in mare con asciugamani, borse, giochi o ombrelloni. Sulla sabbia non si potranno più montare tende, roulotte o gazebo, né praticare sport come calcio, tennis o pallavolo se questi rischiano di infastidire o mettere in pericolo gli altri bagnanti. Tra i divieti figurano anche l'asportazione di sabbia, ghiaia o ciottoli, l'uso di shampoo e detersivi in mare o nelle docce pubbliche, l'accensione di fuochi e l'abbandono di qualsiasi rifiuto, in particolare la plastica. Per garantire la sicurezza, dalle sette del mattino alle otto di sera è vietata la pesca da terra, mentre droni e piccoli aerei privati non potranno volare a meno di trecento metri di altezza dalla costa, salvo se impiegati come mezzi di soccorso o dalle forze di polizia.

Una sezione specifica del documento regola la presenza degli animali. Dalle otto del mattino alle otto di sera, i cani non possono entrare in spiaggia, transitare sulla fascia demaniale né fare il bagno, con due sole eccezioni previste dalla legge: i cani guida per i non vedenti e le unità cinofile in servizio, che devono esibire il brevetto della Scuola Italiana Cani Salvataggio e la tessera di riconoscimento. Per i bagnanti che desiderano portare con sé i propri animali domestici, l'unica area accessibile è quella della località "La Farrizza", area appositamente istituita dalla Giunta nel 2017. Qui i cani, che devono essere regolarmente iscritti all'anagrafe canina, sani e in regola con le vaccinazioni, possono entrare e fare il bagno nello specchio d'acqua antistante sotto lo stretto controllo dei proprietari. I padroni hanno l'obbligo di garantire zone d'ombra e acqua all'animale, avere sempre a disposizione guinzaglio e museruola da usare in caso di necessità o di cani problematici, rimuovere immediatamente le deiezioni e assicurarsi che il cane indossi un collare con la medaglietta identificativa e il numero di telefono da chiamare in caso di smarrimento.

Sul fronte del decoro urbano, la seconda ordinanza mira a colpire il degrado e l'occupazione abusiva degli spazi nel centro cittadino. In tutto il territorio comunale di Porto Torres è ora espressamente vietato praticare l'accattonaggio, bivaccare o accamparsi con tende, sacchi a pelo e veicoli usati come rifugi di fortuna che oltrepassino la propria sagoma occupando la strada. La stretta riguarda anche l'uso improprio dei beni pubblici, impedendo di utilizzare le panchine o gli arredi urbani come luoghi di bivacco, di occupare abusivamente parchi e monumenti storici, o di stazionare a lungo e senza un motivo legittimo nelle piazze creando intralcio. L'amministrazione vieta severamente di imbrattare gli edifici o disperdere avanzi di cibo e bottiglie, per evitare che la collettività debba farsi carico dei costi legati a interventi di pulizia straordinaria e per arginare i danni all'immagine della città.

La Polizia Locale, le varie forze dell'ordine e la Compagnia Barracellare, la forza di polizia rurale locale, sono incaricati di far rispettare le nuove disposizioni. Chiunque venga sorpreso a violare i divieti imposti rischia multe che partono da 25 euro e possono arrivare fino a 500 euro, in base a quanto stabilito dalle normative sugli enti locali. Oltre alla sanzione economica, i trasgressori sono obbligati a interrompere immediatamente il comportamento illecito, ripulire o ripristinare i luoghi danneggiati a proprie spese e, nei casi previsti dalla legge, rischiano il sequestro cautelare e la confisca dei mezzi e delle attrezzature usate per commettere l'infrazione, fino ad arrivare alla querela per i danneggiamenti al patrimonio pubblico.

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