Il sindacato fissa il blocco del servizio per il 9 luglio denunciando stipendi errati e mezzi inidonei. Il presidente della commissione comunale Christian Mulas si difende ricordando le assenze in massa degli operatori e richiamando l'azienda alle proprie responsabilità.
La tensione tra gli operatori ecologici e il municipio di Alghero raggiunge il punto di rottura e sfocia nella proclamazione formale di uno sciopero generale. Giovedì 9 luglio i lavoratori del cantiere dell'igiene urbana, l'appalto per la raccolta della spazzatura attualmente gestito dalle società Ciclat e Sangalli, incroceranno le braccia per ventiquattr'ore fermando i mezzi in tutta la città. La decisione è stata ufficializzata dalla Fiadel, la sigla sindacale di categoria, dopo aver dichiarato conclusa con esito negativo la procedura di raffreddamento, ovvero il tentativo di mediazione obbligatorio per legge necessario a cercare un accordo prima di poter bloccare un servizio pubblico essenziale.
I rappresentanti dei lavoratori puntano il dito contro l'amministrazione comunale, accusata di aver lasciato scadere i termini legali della trattativa senza attivare il tavolo di confronto, ignorando persino l'intervento diretto della Prefettura di Sassari, l'ufficio territoriale del governo chiamato a intervenire nelle vertenze più delicate. La protesta è stata legittimata dalla Commissione di Garanzia, l'autorità statale che vigila sugli scioperi, che ha inserito la data nel calendario nazionale. Le motivazioni della rottura sono state affidate alle dichiarazioni testuali di Stefano Delrio, esponente della Fiadel: «La pazienza dei lavoratori è finita. Da mesi i dipendenti subiscono stipendi errati, turni inadeguati e il mancato pagamento delle domeniche lavorate. Inoltre, si opera in condizioni di sicurezza inaccettabili, con mezzi inidonei e gravi carenze igienico-sanitarie. Chi lavora la domenica ha il diritto sacrosanto di essere pagato e rispettato dal Comune e dalle aziende. Siamo consapevoli dei disagi che la cittadinanza di Alghero dovrà affrontare il 9 luglio, ma confidiamo nella totale comprensione dei cittadini: la nostra è una battaglia obbligata. Quello che i lavoratori stanno subendo da mesi, sia sul piano economico che della sicurezza, è ormai intollerabile e non più accettabile».
Di fronte all'attacco sindacale, la reazione del palazzo civico non si è fatta attendere. Christian Mulas, presidente della commissione consiliare all'igiene urbana, l'organo politico del municipio incaricato di supervisionare l'efficienza dell'appalto, ha diramato una nota per rispedire al mittente le accuse e chiarire la posizione dell'amministrazione. L'esponente politico si dichiara basito per le parole della Fiadel, precisando di non aver mai citato direttamente la sigla in precedenza, ma di essersi limitato a fotografare una conflittualità interna all'azienda che si riversa inevitabilmente sulla pulizia delle strade.
A supporto della sua tesi, Mulas mette sul tavolo i numeri dell'emergenza registrata sabato 26 giugno, quando su un organico complessivo di circa centoventi dipendenti, quasi quaranta risultavano assenti giustificati tra malattie, infortuni e permessi. Il presidente della commissione respinge il tentativo di scaricare le colpe sul municipio, ribadendo come il nodo centrale riguardi i rapporti interni tra i vertici societari e i sindacati, per poi rivendicare il ruolo di controllo del Comune attraverso le sue esatte parole: «L'Amministrazione ha il dovere di pretendere che il servizio, regolarmente pagato con i soldi pubblici e cittadini, venga svolto in modo efficiente. Quando ciò non accade, è nostro diritto e nostro dovere evidenziarlo, nell'interesse esclusivo della città. Nel corso del mio mandato ho sempre difeso i lavoratori, riconoscendone l'impegno e le difficoltà, e continuerò a farlo. Ma non consentirò a nessuno, qualunque sia la sigla sindacale di appartenenza, di puntare il dito contro la Commissione Consiliare che presiedo o di travisare le mie parole».