Scatta il divieto di fare impresa per due manager nel Sassarese: pilotavano le aste del tribunale di Tempio Pausania

I carabinieri del Nas hanno notificato la sospensione di sei mesi dalle cariche direttive. Gli indagati sono accusati di aver alterato le vendite pubbliche tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 in combutta con altre cinque persone.

I carabinieri del Nas di Sassari hanno bussato alla porta di due imprenditori della provincia per notificare un'ordinanza di custodia cautelare interdittiva, un provvedimento giudiziario che non prevede il carcere ma impone ai destinatari il divieto assoluto di portare avanti attività d'impresa e di ricoprire qualsiasi incarico o ufficio direttivo per un periodo di sei mesi. L'operazione rappresenta il punto di caduta di una complessa inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, l'ufficio che dirige e supervisiona il lavoro degli investigatori nel territorio gallurese.

Il provvedimento di sospensione forzata dalle attività lavorative è stato firmato dal Giudice per le Indagini Preliminari del tribunale locale, il magistrato terzo chiamato a vagliare gli elementi raccolti dagli investigatori nella primissima fase dell'inchiesta per decidere se applicare o meno le restrizioni preventive. Secondo l'ipotesi formulata dall'accusa, i due imprenditori colpiti dalla misura si sarebbero resi responsabili del reato di turbata libertà degli incanti, l'illecito penale che si configura quando si mettono in atto manovre occulte o pressioni per condizionare, truccare o inquinare il libero svolgimento delle vendite pubbliche al miglior offerente organizzate dallo Stato.

Il mirino degli inquirenti si è concentrato su diverse aste giudiziarie, disposte dallo stesso tribunale di Tempio Pausania, andate in scena in un arco temporale compreso tra gli ultimi mesi del 2024 e l'inizio del 2025. Il quadro tracciato dagli investigatori dell'Arma delinea un presunto sistema che andrebbe oltre le due figure principali a cui è stata notificata l'ordinanza: gli accertamenti ipotizzano infatti che gli imprenditori abbiano agito in concorso con altre cinque persone, le quali risultano attualmente iscritte nel registro degli indagati. I fatti contestati si riferiscono in ogni caso all'attuale fase di indagine preliminare, un momento procedurale in cui tutti i soggetti coinvolti devono essere considerati presunti innocenti fino all'eventuale accertamento definitivo della colpevolezza sancito da una sentenza irrevocabile di condanna.

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