Allarme roghi e infiltrazioni mafiose ad Alghero: il Comune vara un'assemblea pubblica dopo il vertice in Prefettura

Il sindaco Raimondo Cacciotto incontra i vertici della magistratura sarda per fare il punto sugli ultimi attentati incendiari. Atteso per il dieci giugno il voto in aula per fissare le date del dibattito aperto ai cittadini.

La questione sicurezza ad Alghero finisce sul tavolo della Prefettura e spinge la politica locale a chiamare a raccolta i cittadini. Ieri mattina il sindaco Raimondo Cacciotto ha varcato le porte del palazzo del governo a Sassari per partecipare al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, l'organismo istituzionale che riunisce le forze dell'ordine e gli amministratori locali per monitorare l'andamento della criminalità sul territorio. Al vertice, guidato dalla prefetta Grazia La Fauci, hanno preso parte anche i massimi esponenti della magistratura sarda: il procuratore della Repubblica di Sassari Armando Mammone e, in collegamento video, il procuratore generale presso la Corte d'Appello di Cagliari Luigi Patronaggio. L'incontro è servito a tracciare una radiografia esatta dei fenomeni criminali che interessano la Riviera del Corallo, analizzando il fascicolo costruito attraverso i continui colloqui intercorsi in queste settimane tra il primo cittadino e i comandi locali delle forze di polizia.

L'analisi portata al tavolo dal sindaco si snoda su tre direttrici distinte. Il primo punto riguarda la quotidianità urbana, caratterizzata da un clima generale in cui "si vive bene, si sta bene, c’è un’alta qualità della vita". Il secondo fronte, ben più complesso, tocca il rischio dell'ingresso della criminalità organizzata nel tessuto economico locale. "L’altro aspetto è quello delle presunte infiltrazioni mafiose, rispetto al quale abbiamo alzato l’attenzione fin da inizio mandato, pronti a captare eventuali segnali di presenze di questo tipo", ha riferito Cacciotto, ricordando l'attivazione di un protocollo d'intesa firmato con la Prefettura. Questo accordo prevede un setaccio costante delle pratiche gestite dagli uffici dello Sviluppo Economico, la divisione municipale che rilascia le autorizzazioni commerciali, con lo scopo di individuare tempestivamente anomalie documentali o movimenti di denaro sospetti. Il terzo elemento d'allarme riguarda la recente scia di atti incendiari. Secondo il quadro emerso durante il vertice, questi episodi "non hanno una matrice comune e sono spesso riferibili a dissidi privati". Una precisazione che non sposta però l'asticella dell'emergenza istituzionale, poiché, sottolinea il primo cittadino, "questo non significa che non dobbiamo alzare il livello della guardia e della risposta politica".

La risposta istituzionale invocata dalla giunta prenderà forma all'interno dell'aula consiliare. Nel corso della giornata di ieri, la conferenza dei capigruppo, l'organo che riunisce i leader delle diverse forze politiche presenti in municipio, ha approvato la richiesta di organizzare un Consiglio comunale aperto. Si tratta di una seduta pubblica speciale in cui la discussione non è limitata ai soli consiglieri eletti, ma viene allargata agli interventi diretti dei cittadini, delle associazioni e dei rappresentanti di categoria. La proposta, formalizzata dal presidente dell'assemblea civica Mimmo Pirisi per dare attuazione all'iniziativa lanciata dal sindaco lo scorso 28 maggio, dovrebbe approdare in aula già nella prossima seduta utile, calendarizzata con ogni probabilità per mercoledì 10 giugno. In quell'occasione l'assise civica discuterà i documenti ufficiali legati all'emergenza criminalità e voterà per definire le date esatte, le regole di svolgimento e le eventuali iniziative collaterali che accompagneranno il dibattito pubblico sulla sicurezza della città.

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