Il Comune compra sedici ettari a Santa Maria La Palma per fermare gli incendi e costruire case popolari

Il Consiglio di Alghero approva l'acquisizione delle aree dalla Società Bonifiche Sarde. I fondi della Regione serviranno a tracciare una barriera tagliafuoco per proteggere l'abitato e a progettare nuovi alloggi a prezzi calmierati.

Il patrimonio immobiliare del Comune di Alghero si allarga nella borgata di Santa Maria La Palma. L'amministrazione ha formalmente acquisito oltre sedici ettari di terreni, suddivisi in tre aree distinte fino a oggi di proprietà della Società Bonifiche Sarde, l'ente che gestisce storicamente le superfici agricole della Regione. L'operazione di acquisto è stata interamente coperta sfruttando uno specifico fondo finanziario messo a disposizione dalla Regione Sardegna attraverso una legge del 2021. Il passaggio di proprietà ha superato l'ultimo scoglio burocratico lo scorso 28 maggio, ottenendo l'approvazione con un voto unanime da parte del Consiglio comunale. La trattativa affonda le radici nel 2023, quando il municipio aveva manifestato i primi interessi, per poi concretizzarsi lo scorso marzo attorno a un tavolo tecnico con i vertici della stessa Società Bonifiche Sarde e di Laore, l'agenzia regionale per l'attuazione dei programmi agricoli, incaricata di stimare il perimetro e il valore dei beni.

La destinazione d'uso delle nuove superfici pubbliche seguirà due direttrici operative. La priorità assoluta è la prevenzione e la gestione del rischio incendi, un'esigenza diventata pressante dopo i roghi che la scorsa estate hanno minacciato da vicino il centro abitato. A delineare i contorni tecnici del piano è l'assessore all'Urbanistica Roberto Corbia: “La pratica ci consente di accelerare con la realizzazione di una fascia tagliafuoco per migliorare la sicurezza ed evitare il ripetersi di eventi come quello dello scorso anno, quando un incendio ha lambito le abitazioni di Santa Maria La Palma. Inoltre – sottolinea – le altre superfici oggetto della pratica sono in continuità con l’ambiente costruito della borgata, e ci daranno opportunità future per realizzare insediamenti di housing sociale, in linea con la volontà di lavorare alla rigenerazione e al potenziamento delle borgate come centralità urbane del territorio”.

L'obiettivo a lungo termine guarda infatti allo sviluppo urbanistico. I lotti incamerati ricadono in parte in aree già classificate dal piano regolatore come zone di espansione per le borgate e in parte all'interno del cosiddetto piano di zona per l'edilizia economica e popolare. Questa conformazione permetterà all'amministrazione di avviare progetti di "housing sociale", ovvero la costruzione di alloggi a canone agevolato destinati a quelle fasce di popolazione che non riescono a sostenere i costi del libero mercato immobiliare. Un doppio traguardo riassunto dalla dichiarazione conclusiva che accompagna il provvedimento: “Abbiamo portato a termine un procedimento importante – aggiunge l’Assessore al Demanio Enrico Daga – che permette di pianificare con certezza interventi mirati alla sicurezza e alla salvaguardia del bene comune, con una visione attenta allo sviluppo di politiche abitative coerenti con il contesto polifunzionale della borgata”.

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