Porto Torres: Operai e ruspe all'ex Ferriera Sarda - scatta la caccia all'amianto per liberare il litorale industriale

Il Consorzio provinciale avvia un cantiere d'urgenza da seicentomila euro per smantellare le coperture tossiche dello stabilimento di Porto Torres. I lavori dureranno tre mesi, poi la struttura sarà abbattuta.

Sono partiti i lavori di bonifica per ripulire dai veleni l'area dell'ex Ferriera Sarda, storicamente nota come stabilimento Laterizi Torres, situata sul fronte mare industriale di Porto Torres. Il CIPSS, il consorzio pubblico incaricato di gestire e sviluppare le aree produttive della provincia sassarese, ha aperto il cantiere affidando le operazioni all'azienda specializzata Èambiente. L'intervento ha un costo stimato di circa seicentomila euro e si concluderà entro novanta giorni. L'incarico è stato assegnato con la procedura di somma urgenza, uno strumento amministrativo che permette di saltare i lunghi iter burocratici degli appalti ordinari per intervenire immediatamente di fronte a un pericolo concreto e imminente per la salute pubblica.

Il complesso industriale versa infatti in uno stato di grave abbandono, segnato da crolli diffusi e dall'accumulo incontrollato di macerie. L'urgenza dell'intervento è dettata soprattutto dalla presenza di vecchie coperture realizzate in fibrocemento, un materiale edile che contiene amianto. Il progressivo sgretolamento dei tetti rischiava di disperdere nell'aria le fibre tossiche, esponendo la popolazione circostante a gravi problemi respiratori, come già avvenuto in passato nella stessa zona. Il piano d'azione degli operai prevede la rimozione delle lastre inquinanti posizionate sul fabbricato che si affaccia su via Fratelli Vivaldi, lo smontaggio delle grandi strutture di copertura sorrette da travi reticolari ad arco e la messa in sicurezza di tutti i muri pericolanti. I materiali contaminati verranno infine sigillati, caricati sui mezzi pesanti e smaltiti all'interno di discariche autorizzate.

Una volta conclusa la fase di bonifica e ripulito il terreno, lo scheletro dello stabilimento verrà interamente demolito. L'obiettivo dell'operazione è restituire al mercato uno spazio costiero rimasto paralizzato per anni, reinserendolo nel progetto di riqualificazione dell'area di crisi industriale complessa che unisce Sassari e Porto Torres, con l'intento di attrarre nuovi investimenti legati alle filiere ecosostenibili dell'economia del mare. A tracciare le prospettive dell'intervento sono i vertici dell'ente pubblico incaricato dei lavori: «Nell’ultimo anno abbiamo impresso un’accelerazione sulle bonifiche, in maniera chiara e senza compromessi, trasparente e verificabile da tutti – spiega la presidente del CIPSS Simona Fois –. In collaborazione con gli enti locali abbiamo finalmente iniziato a risolvere concretamente i problemi, lasciando da parte le contrapposizioni inutili e le polemiche fini a sé stesse, per disegnare insieme il futuro delle aree produttive di Porto Torres, come di Sassari-Truncu Reale e Alghero-San Marco».

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