Il rapporto della Camera di Commercio fotografa una provincia capace di superare le medie nazionali per nuove aperture e tenuta occupazionale. Il turismo traina la crescita con un balzo del cinquanta per cento, mentre le imprese degli "under 35" registrano performance da record.
L’economia della Barbagia e dell’Ogliastra si lascia alle spalle le pigrizie nazionali e apre il 2026 con una marcia inaspettata. I dati raccolti dall’Osservatorio economico della Camera di Commercio di Nuoro, l'ufficio tecnico incaricato di monitorare lo stato di salute del tessuto produttivo locale, rivelano che nel primo trimestre dell’anno il territorio ha saputo reagire con maggior vigore rispetto alla media del Paese. Sebbene il numero totale delle imprese registri ancora un saldo lievemente passivo, con dieci chiusure in più rispetto alle 456 nuove iscrizioni, il ritmo della natalità imprenditoriale è salito del 10,7 per cento, laddove nel resto d'Italia la situazione appare invece immobile.
A colpire è soprattutto il coraggio di chi ha meno di trentacinque anni. Mentre nel resto della penisola le nuove attività avviate dai ragazzi segnano un timido zero virgola tre per cento, nel Nuorese le iscrizioni di imprese giovanili sono letteralmente volate, segnando un incremento del 18,4 per cento. Ancora più netto è il distacco se si guarda alle aziende guidate da giovani già operative sul mercato: nel territorio provinciale crescono del 26,4 per cento, in totale controtendenza con il dato nazionale che invece vede questo comparto arretrare di quasi due punti.
Il motore di questa spinta è senza dubbio il turismo, che da solo ha fatto registrare un aumento della metà delle nuove iscrizioni. Seguono a ruota il comparto manifatturiero e dell'energia, con un balzo del 41,7 per cento, e i servizi alle imprese. Segnali di sofferenza arrivano invece dalle costruzioni, in calo del 5,2 per cento, e dall'agricoltura che, pur rimanendo il settore con il maggior numero di nuove aperture, continua a perdere più pezzi di quanti riesca a metterne in campo. Si registra inoltre una flessione per le imprese straniere e un lieve calo di quelle femminili.
Anche il fronte del lavoro restituisce cifre incoraggianti. Gli occupati totali sfiorano quota cinquantaduemila, con un aumento dell'uno per cento rispetto allo scorso anno. La vera spinta arriva dalle piccole imprese, quelle che danno lavoro a un numero di persone compreso tra dieci e quarantanove addetti: qui la crescita è stata del 6,6 per cento, superando di gran lunga i risultati ottenuti dalle aziende della stessa taglia nel resto del Paese. Sul piano della solidità, il sistema appare stabile: i casi di fallimento o di procedure concorsuali, ovvero quei percorsi giudiziari attivati quando un'azienda non è più in grado di pagare i propri debiti, sono rimasti fermi a sei episodi.
Maria Luisa Ariu, responsabile dell'ente camerale che ha curato l'analisi, vede in questi numeri la prova di un territorio reattivo. “I dati del primo trimestre 2026 confermano che la provincia di Nuoro non sta semplicemente tenendo, ma in diversi ambiti sta mostrando una capacità di crescita superiore alla media nazionale”, osserva la dirigente. Secondo la responsabile, nonostante alcune fragilità, il quadro restituisce l'immagine di una provincia capace di esprimere energie nuove, specialmente tra i giovani, lasciando ben sperare per il proseguimento dell'annata.