La mancanza di precipitazioni mette a rischio l'ecosistema dell'Isola. La botanica svela le insidie che si celano sotto la superficie: dagli afidi parassiti fino alla malva, pianta curativa per l'uomo ma nociva per la salute del terreno.
La siccità e la scarsità di precipitazioni mettono a rischio il benessere del patrimonio naturale della Sardegna, un territorio dominato dall'alternanza tra le coste marine e la vegetazione. La mancanza di piogge minaccia direttamente quello che viene definito ecosistema, un termine con il quale in questo specifico ambito si fa riferimento al terreno e all'insieme delle dinamiche biologiche che si sviluppano silenziosamente sotto la superficie terrestre. L'osservazione diretta di un giardino, ornato da specie diverse costrette a crescere le une accanto alle altre, restituisce la misura esatta di come funzioni questo complesso equilibrio.
La conoscenza delle piante e l'applicazione della botanica, la disciplina scientifica che ne illumina le caratteristiche, permettono di individuare i fattori di rischio all'interno degli spazi verdi. L'ambiente naturale è infatti regolato da una netta divisione tra organismi utili e minacce per la sopravvivenza della vegetazione. Il terreno e i fusti ospitano simultaneamente lombrichi, formiche e colonie di afidi, ovvero quei minuscoli parassiti che attaccano e indeboliscono le piante.
Le dinamiche di aggressione e sviluppo si estendono anche ai rapporti tra le stesse specie vegetali. Il caso della malva, una pianta appartenente alla famiglia delle malvacee, ne rappresenta l'esempio più diretto. Le analisi la classificano come una specie parecchio invadente, caratterizzata da una crescita rapida e abbondante. La sua presenza genera un paradosso biologico: se le sue proprietà si rivelano curative per l'organismo umano, il suo sviluppo risulta al contrario nocivo per la tenuta del terreno. Il mantenimento di questo ecosistema, che accoglie indifferentemente chi predilige le piante grasse e chi adora le rose, poggia infine sull'unico elemento che accomuna i coltivatori, ovvero la passione per la cura del verde.