L'amministrazione concede un immobile in uso gratuito per tre anni alla sezione locale dell'Associazione Nazionale Carabinieri che era da cinque anni senza una sede. I volontari che accolgono oltre ai carabinieri in congedo anche parenti degli stessi e anche come soci partecipanti provenienti dal mondo delle professioni, garantiranno un supporto di vigilanza nei parchi, la sicurezza davanti alle scuole e sono in cantiere diversi progetti di natura sociale.
Un patto di mutuo soccorso tra la macchina amministrativa e le divise in congedo. Il ventisei gennaio duemilaventisei, negli uffici comunali di via Sant'Anna ad Alghero, è stato formalizzato il passaggio di consegne per l'affidamento di un immobile pubblico all'Associazione Nazionale Carabinieri. Lo strumento giuridico scelto dalle parti è il comodato d'uso gratuito, un contratto che permette a un soggetto di utilizzare un bene senza versare alcun canone d'affitto, con il solo obbligo di custodirlo e restituirlo al termine del periodo concordato. A siglare le carte, con una validità fissata in tre anni, sono stati il dottor Pietro Nurra, dirigente del settore Demanio e Patrimonio incaricato di gestire i beni immobiliari dell'ente, e Leonardo Baldinu, presidente della sezione algherese dell'associazione dell'Arma. Un accordo che l'assessore di competenze Enrico Daga definisce come uno di quelli che permettono di "riutilizzare e valorizzare un patrimonio cittadino altrimenti lasciato per anni in stato di abbandono. Come fatto già con altre associazioni di natura sociale e sportiva".
L'accordo operativo affonda le sue radici burocratiche in una delibera della giunta comunale, il documento numero trecentonovanta approvato all'unanimità dall'esecutivo guidato dal sindaco Raimondo Cacciotto lo scorso ventotto novembre. L'associazione, che opera nella forma di volontariato civico portando avanti un progetto totalmente autofinanziato, aveva depositato una richiesta ufficiale per ottenere uno spazio in cui coordinare i propri iscritti: un gruppo composito formato non solo da carabinieri in congedo, ma anche da familiari di qualsiasi grado e soci partecipanti di varie professioni. Gli uffici municipali hanno individuato la quadratura del cerchio assegnando all'associazione una porzione di locali comunali attualmente sfitti e conformi all'uso richiesto. La struttura, come si evince dalla planimetria catastale allegata agli atti, è situata all'interno del parco di Villa Maria Pia, nel quadrilatero verde racchiuso tra viale Salvatore Burruni e via della Tramontana.
La concessione degli spazi non comporterà oneri diretti per le casse municipali e si regge su un preciso scambio di utilità pubblica. A fronte dei locali gratuiti, l'Associazione Nazionale Carabinieri si è impegnata a fornire all'amministrazione una fitta rete di servizi sul territorio. Oltre alla tradizionale rappresentanza nelle cerimonie pubbliche e alle operazioni di protezione civile in caso di calamità, i volontari fungeranno da presidio fisico per il patrimonio immobiliare cittadino. Su esplicita richiesta del Comune, le pattuglie associative garantiranno supporto alla vigilanza nei parchi, nel centro storico e nei luoghi sensibili del comune per far rispettare le norme di civile convivenza. Il raggio d'azione si estenderà anche al controllo degli alunni all'ingresso e all'uscita dagli istituti scolastici, prestando sempre assistenza durante le manifestazioni sportive e fornendo il supporto materiale per le persone fragili, con particolare attenzione agli anziani privi di rete familiare.
Il perimetro delle attività associative include anche interventi sul fronte culturale e preventivo. L'accordo prevede infatti la collaborazione attiva con la "Rete delle Donne", la divulgazione di progetti legati alla legalità all'interno delle scuole e la promozione di convegni per arginare i fenomeni che creano allarmismo sociale. Le regole d'ingaggio sottoscritte impongono all'associazione di provvedere a proprie spese alla pulizia, al decoro e alla manutenzione ordinaria della sede. Pulizie già in svolgimento con anche refertistica su tutto ciò che è stato ritrovato su quei terreni vincolati sotto la giurisdizione della sovraintendenza. Il contratto, reso immediatamente eseguibile con le firme del primo cittadino e del vice segretario generale Alessandro Alciator, vincola il presidente dell'associazione e almeno tre responsabili scelti come depositari delle chiavi a rispondere in solido, ovvero con responsabilità diretta e congiunta, di eventuali danni arrecati alla struttura. Il presidente dell'associazione Leonardo Baldinu si è espresso in tal modo sulla questione: "Avere un punto di ritrovo per organizzare le attività ha permesso all'associazione di ricevere in breve tempo nuove adesioni. Dopo anni senza sede stiamo riuscendo nuovamente a offrire il nostro contributo alla cittadinanza".
A tre mesi esatti dalle firme sui documenti, la situazione sul campo registra i primi avanzamenti concreti. Arrivati a oggi, ventotto aprile, l'area ha già cambiato volto. I soci hanno avviato le operazioni di bonifica impugnando decespugliatori, rimuovendo la vegetazione infestante e sistemando le porzioni recuperabili dello stabile. La sezione locale si ritrova ora con uno spazio apposito e agibile, pronto per ospitare la segreteria, accogliere incontri occasionali e fungere da base logistica per coordinare i servizi di sorveglianza promessi alla città.