Il sindacato Fit-Cisl avverte i firmatari del patto sul turismo in Gallura: la crescita dei voli deve garantire contratti stabili

La Fit-Cisl promuove l'accordo tra il Comune di Olbia, la Camera di Commercio, la Geasar e la Confcommercio per allungare la stagione, ma chiede l'apertura di un tavolo permanente per tutelare i lavoratori stagionali.

L'accordo istituzionale siglato a Olbia incassa il via libera del mondo sindacale, ma a precise condizioni. La Fit-Cisl della Sardegna, la federazione dei trasporti del sindacato confederale, ha espresso un giudizio positivo sulla firma del patto battezzato "Orizzonte Gallura / Gallura All Seasons". L'intesa, sottoscritta dal Comune di Olbia, dalla Camera di commercio di Sassari, dalla Geasar, ovvero la società di gestione dell'aeroporto Costa Smeralda, e dall'associazione di categoria Confcommercio Nord Sardegna, punta a destagionalizzare i flussi turistici, cercando di mantenere vive le attività commerciali e i collegamenti oltre la tradizionale finestra estiva.

Per l'organizzazione dei lavoratori, l'allungamento della stagione deve smettere di essere un mero slogan per trasformarsi in una strategia economica concreta. Gianluca Langiu, segretario regionale della sigla, ha inquadrato le priorità operative: «Per la Gallura, e più in generale per il Nord Sardegna, il tema dei collegamenti è decisivo. Senza trasporti efficienti, continui e accessibili non esiste vera crescita turistica, né possibilità di attrarre flussi nei mesi di bassa e media stagione. Il ruolo dell’aeroporto di Olbia e il coinvolgimento delle compagnie aeree saranno quindi determinanti». L'aumento dei voli e delle presenze alberghiere, tuttavia, non viene considerato dal sindacato un traguardo sufficiente se slegato dalle garanzie occupazionali.

La questione centrale sollevata dalla federazione riguarda la condizione di migliaia di dipendenti costretti a fare i conti con la precarietà e l'intermittenza del reddito, alternando mesi di lavoro intenso a lunghi periodi di disoccupazione. «Ma lo sviluppo non può fermarsi ai numeri delle presenze o dei voli. Deve tradursi in occupazione di qualità, continuità lavorativa, diritti, sicurezza e contratti applicati correttamente», prosegue Langiu nella sua disamina. Per questo motivo, la Fit-Cisl chiede formalmente che al tavolo istituzionale ed economico appena costituito venga affiancato un confronto stabile e continuativo con le rappresentanze dei lavoratori, in modo da monitorare le ricadute dell'accordo sul piano sociale.

L'avvertimento finale della federazione lega la riuscita del progetto alla creazione di impieghi tutelati. «La crescita del territorio deve essere condivisa e governata, non subita. Come FIT-CISL Sardegna – conclude Langiu – siamo pronti a fare la nostra parte, con spirito costruttivo ma con la determinazione necessaria affinché ogni progetto di sviluppo metta al centro le persone, il lavoro e il futuro della Sardegna». La richiesta è depositata: il patto rappresenterà una svolta reale solo se l'aumento dei servizi e delle imprese aperte tutto l'anno si tradurrà in buste paga stabili per chi opera nel settore.

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